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(Calciopress-Enrico Losito) Vi raccontiamo una storia romantica, commovente, ma anche grottesca e paradossale.

Accade in riva allo Jonio e parte dalla lodevole iniziativa dei Taranto Supporters, un gruppo organizzato di tifosi che decide di promuovere una raccolta fondi per sponsorizzare la squadra rossoblù con una frase significativa.

La “colletta” sfiora gli 11.000,00 euro, ne segue un sondaggio sull’omonimo sito  (http://www.tarantosupporters.it/) per individuare la frase più adeguata. Alla fine la scelta ricade sulla profonda “RespiriAMO Taranto”. La maglia con la scritta (e i relativi fondi raccolti) vengono consegnati all’AS Taranto Calcio con l’evidente soddisfazione di mister Dionigi.

Una storia da libro cuore, ma c’è ancora da interfacciarsi con l’integerrima burocrazia del Paese dei balocchi. La Lega Pro prima acconsente l’utilizzo della nuova maglia per poi fare un clamoroso dietrofront con le seguenti motivazioni:

Facciamo seguito alla precedente ns. comunicazione di revoca del provvedimento autorizzativo all’apposizione dello slogan “RespiriaAMO Taranto”. Con la presente si ritiene doveroso precisare che, ai sensi di quanto previsto dalla Circolare di lega Pro n. 6 de 1 luglio 2011, e espressamente vietata “la pubblicità a scopi politici”. In conseguenza poi delle segnalazioni ricevute, ci siamo visti costretti a porre in essere un indagine al fine di accertare l’effettiva portata dello slogan da voi proposto per l’apposizione sulle maglie da gioco. E’ stato sufficiente prendere visione su quanto testualmente riportato sul sito web denominato www.tarantosupporters.it per ravvisare connotati di natura politica; si legge infatti che la frase è stata concepita dal Comitato per Taranto e letta in occasione delle manifestazioni ambientaliste frase che racchiude tanti significati veleni che ammorbano Taranto l’inquinamento del suolo adiacente la grande industria. Dette circostanze, a noi ignote al momento del ricevimento della vs. richiesta ed emerse solo successivamente all’esito degli accertamenti come sopra effettuati, ci hanno portato ad assumere – senza indugio – il provvedimento di revoca già trasmesso“.

Insomma “dura lex sed lex”, perché la frase di connotato politico-ambientalista nuoce gravemente alla salute della grande industria presente sul territorio jonico. In buona sostanza saremmo in un paradossale circuito inverso di eco-terrorismo.

La reazione istintiva sarebbe infrangere per poi subire la scure degli integerrimi protettori della pelota nostrana. Siamo seri e meno bislacchi. Qui davvero l’istinto e il livore potrebbero tradirci…saremo mica tornati ai tempi del comunismo bulgaro? Attendiamo risposte esaustive dalle stanze del Potere!!! Grazie.

Enrico Losito – www.calciopress.net

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