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(Calciopress – Sergio Mutolo) Il disincanto dei tifosi e il vuoto crescente che si registra negli stadi non arrestano il flusso enorme di danaro che affluisce comunque nelle casse della Serie A.

La massa dei soldi versati dalle pay tv continua a piovere sulle società della massima serie nazionale (“Calcio e diritti tv, modello italiano vs modello inglese”).

E’ paradossale il fatto che le venti società della massima serie nazionale siano ogni anno più ricche, mentre tutto il resto del sistema calcio italiano va sempre più a fondo. In Lega Pro (Prima e Seconda Divisione) la crisi finanziaria ha raggiunto livelli di allerta. Al punto che il presidente Mario Macalli ha deciso di anticipare i tempi della riforma (60 squadre suddivise in tre gironi di 20).

L’enorme massa di danaro che ruota intorno al pianeta calcio italiano, induce i giocatori (e i loro procuratori) ad alzare sempre più richieste economiche divenute esose quanto mai. Il costo del lavoro è in crescita esponenziale.

Secondo un recente studio di Deloitte, gli stipendi (calciatori, tecnici, dirigenti e quant’altro) si mangiano l’80% del fatturato contro il 74% della stagione precedente. Da registrare inoltre un consistente calo delle plusvalenze (-11%), che indica una diminuzione del valore dei cartellini al momento delle cessioni.

Una situazione perversa che si trascina da anni, in Italia. Nel contempo non si registrano significativi investimenti nei vivai e nelle infrastrutture, che sarebbero da noi molto più necessari che altrove. Il gap rispetto al resto d’Europa è ormai tale, sotto questo aspetto, da imporre con urgenza una correzione di rotta.

Lo scialo cui sta dando vita la serie A italiana diventerà insostenibile quando entrerà a regime il financial fair play (ffp) introdotto dalla Uefa del presidente Michel Platini.

Come riusciranno i club italiani a correggere lo squilibrio entrate-uscite, continuando a vivere alle spalle delle pay tv? E’ chiaro o no che il fair play finanziario cambierà il modo di gestire il calcio in Europa e dunque anche in Italia?

Va ricordato che ai controlli affidati alla Covisoc si sostituiranno quelli del Panel finanziario della Uefa. Non ci saranno sconti.

Sono queste le incongruenze con cui deve fare i conti un sistema tanto gonfio di liquidità quanto inabile a orientarla nella direzione giusta.

Calcio tra aziendalismo, etica e tifosi 

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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