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Il presidente della Lega Pro Mario Macalli – reduce dal Consiglio federale di ieri in cui ha ribadito l’assoluto dissenso ai ripescaggi in Prima e Seconda Divisione (QUI i particolari) -nel corso di un’intervista rilasciata a Valeria Debbia di Tuttolegapro.com  – si è soffermato a lungo sulla inadeguatezza degli stadi italiani e in particolare di quelli della categoria da lui diretta.

Il numero uno della Lega di Firenze ha esordito spiegando: “Riteniamo che non sia sufficiente il fatto di dire che abbiamo delle società sane e che rispettano le scadenze e quindi evitano le penalizzazioni, di cui non vogliamo più sentire parlare. Per fare un campionato professionistico ci vuole anche una struttura e sono cose che ripetiamo da qualche anno: non si può andare avanti con le deroghe. Siamo giunti al dunque. Non possiamo più andare avanti con stadi che sono pollai”.

Perentoria la conclusione di Macalli, al rientro in Italia da un’esperienza della Rappresentativa di Lega in Inghilterra (I grandi numeri del calcio inglese di terza serie nazionale) che deve avergli lasciato il segno: “ Veniamo da un’esperienza in Inghilterra con la nostra Rappresentativain una cittadina con 20mila abitanti e una società di quinta categoria che aveva uno stadio da 6mila posti a sedere e con sale da ricevimento che non si vedono neppure a San Siro. Noi invece siamo il terzo mondo. Dobbiamo fare uno sforzo, perché anche le nostre strutture siano adeguate ad un campionato professionistico che va rilanciato”.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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