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(Calciopress – Sergio Mutolo) Il tempo stringe. Incombe il financial fair play (ffp).

Il sistema di controllo dei bilanci introdotto dalla Uefa di monsieur Platini si basa su un assioma semplicissimo: un euro speso per ogni euro incassato.

Nonostante questo molti club continuano a fare il gioco sporco, alla faccia della lealtà sportiva e dei criteri di pari opportunità (“Ranking Uefa, il gioco sporco della Liga”).

I club dovrebbero sopravvivere con le proprie forze, diversificando sempre più i ricavi. Le entrate andrebbero equamente suddivise tra diritti tv, incassi da stadio (ticketing), sponsorizzazioni e marketing, plusvalenze tra acquisti e cessioni, merchandising.

In questa prospettiva il calcio italiano arriva al nastro di partenza in forte ritardo. Lo dimostra un recente studio di Deloitte – società di analisi, consulenza e revisione – che ha elaborato un rapporto sulla situazione complessiva della serie A mettendo a confronto i dati della stagione 2009-2010 con quelli della stagione precedente.

I ricavi sono aumentati del 3,6%, toccando quota 1miliardo736milioni di euro, ma il 52% è rappresentato dai proventi della vendita alle pay tv dei diritti televisivi. Il costo del lavoro è in crescita esponenziale. Gli stipendi (calciatori, tecnici, dirigenti e quant’altro) si mangiano l’80% del fatturato (contro il 74% della stagione precedente). Da registrare un calo delle plusvalenze (-11%) che indica una diminuzione del valore dei cartellini al momento delle cessioni.

L’autosufficienza economica verso la quale spinge il ffp è dunque di là da venire per i club della serie A italiana. L’apporto di capitale da parte dei proprietari delle società riveste ancora un ruolo fondamentale nella sostenibilità economico-finanziaria. Nonostante un fatturato in crescita l’apporto di capitali dei proprietari risulta ancora determinante. Pesa fortemente il ritardo accumulato nella costruzione di nuovi stadi allineati ai parametri del calcio europeo.

La nota positiva è rappresentata dalla tenuta complessiva del settore rispetto ad altri comparti economici che in Italia sono in forte sofferenza. I ricavi record registrati dalle leghe calcistiche in tutta Europa dimostrano la buona capacità del settore di resistere alle turbolenze economiche.

Questa tendenza trova conferma anche in una ricerca di Stage Up sulle sponsorizzazione sportive. Il loro valore in serie A è diminuito solo dell’1,1%, a fronte di un calo del 9.6% in tutti i settori economici. I 20 club della massima serie, secondo questa analisi, incassano dalle aziende 220,9 milioni di euro. In particolare Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli e Roma raccolgono il 75% del totale, vale a dire 165,4 milioni.

Sergio Mutolo  www.calciopress.net

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