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Ogni volta che il calcio italiano mette la testa fuori dai confini nazionali, il provincialismo del nostro campionato di serie A emerge in tutta la sua nettezza.

Il Milan è il solo club riuscito ad entrare nei quarti di finale, sui sette ammessi a partecipare alle coppe europee. Lo svuotamento degli stadi, frutto anche della strisciante deriva tecnica in atto, è d’altra parte sotto gli occhi di tutti (“Gli stadi vuoti del calcio italiano, il flop visto dalla parte dei tifosi”).

In Champions League l’Udinese è uscita già ai play off per mano dell’Arsenal, traslocando nella competizione più povera. Inter e Napoli sono andate fuori in rapida successione agli Ottavi di Finale, per mano rispettivamente di Marsiglia e Chelsea.

In Europa League è andata molto peggio, come sempre accade da qualche anno a questa parte. Le quattro squadre iscritte sono state rapidamente escluse dalla coppa. Palermo e Roma sono state fatte fuori addirittura ai preliminari, da club che più mediocri non si può. La bandiera del calcio italiano è stata tenuta alta fino agli ottavi dall’Udinese di Guidolin, scalata dalla competizione maggiore e infine eliminata dagli olandesi dell’AZ Alkmaar.

Si tratta della triste e oggettiva conferma che le squadre italiane considerano l’Europa League un intralcio al provincialissimo campionato di serie A. Alla faccia del Ranking Uefa e del precipizio verso cui si sta trascinando il sistema.

L’impietosa classifica del Ranking Uefa dovrebbe richiamare tutto il sistema alla cruda realtà. I numeri parlano da soli. La serie A è scivolata in quarta posizione e procede stancamente (staccata anni luce da Premier League, Liga e Bundesliga). Portogallo e Ligue 1 francese ci stanno ormai con il fiato sul collo, mentre si fa pericolosamente avanti il calcio dell’est Europa.

Dalla prossima stagione le società italiane ammesse in Champions saranno solo tre, con la terza che dovrà passare dai preliminari. L’impoverimento tecnico della serie A sarà ancora più palpabile. Un’odissea che i tifosi non si meriterebbero di vivere.

Cosa aspetta a intervenire la Figc di Giancarlo Abete, stabilendo regole severe per chi decide di iscriversi alle competizioni europee per rappresentare il sistema calcio italiano?

Sergio Mutolo  www.calciopress.net

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