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(Calciopress-Enrico Losito) Centrocampista estroso dalle elevati doti tecniche: Lamberto Zauli ha calcato i campi professionistici per vent’anni. Pupillo di mister Guidolin può fregiarsi di una rete al Chelsea, allenato da Zola e Vialli, nella semifinale della Coppa delle Coppe nella stagione 1997-98. Appese le scarpe al chiodo ha iniziato la carriera di allenatore con qualche ombra. Da gennaio, però, è stato chiamato alla guida della Reggiana, compagine che sta conducendo alla salvezza.

Quando giocava era chiamato lo “Zidane della B”, ci spiega la derivazione di questo soprannome? “Ormai appartiene al passato (sorride ndr), anche se conservo dei bei ricordi. Sinceramente non ricordo la precisa derivazione, ma ai tempi in cui militavo nel Vicenza mi chiamarono lo “Zidane del Triveneto”. Qualche “pazzo” mi aveva affibbiato questo soprannome, forse qualche suo collega. In seguito il presidente Zamparini mi acquisto per portarmi a Palermo e dichiarò che aveva preso lo Zidane della serie B. Mi sono portato dietro questo soprannome “scomodo”, perché parliamo del giocatore più forte al mondo, almeno in quegli anni”

Lei ha anche segnato una rete al Chelsea nel 1998. Ci può raccontare quell’episodio? “Giocavo per il primo anno a Vicenza in serie A. I veneti l’anno prima (1996-97) avevamo vinto la Coppa Italia (battendo il Napoli) acquisendo il diritto di partecipare alla Coppa delle Coppe. Arrivammo fino alla semifinale, dove incontrammo il Chelsea di Zola e Vialli. In casa vincemmo grazie ad un mio gol, mentre a Londra fummo eliminati per una rete di Mark Hughes a un minuto dalla fine (Chelsea-Vicenza 3-1)”.

La sua squadra rispecchia la sua “fantasia” calcistica oppure da allenatore preferisce un complesso estremamente tattico e quadrato? “Io rappresentavo un singolo, anche da noi c’è l’elemento che aggiunge fantasia, mentre altri forniscono robustezza e personalità. E’ chiamo che prediligo atleti che sappiano giocare al calcio. Ora sono subentrato a Reggio Emilia con l’obbligo di centrale la salvezza. Poi per il prossimo anno vedremo. Da noi c’è sicuramente Alessi che, per quanto riguarda la fantasia, ha qualità indubbie”

Cosa le ha insegnato mister Guidolin che l’ha allenata? Quali sono stati i suoi maestri? “Guidolin mi ha allenato per 5 anni in diverse piazze. E’ quello che mi ha insegnato più di tutti: la cultura del lavoro e la mentalità vincente. Le mie stagioni migliori da calciatore sono coincise con il mister in panchina. La mia carriera è legata a lui, del resto lo reputo uno dei migliori allenatori che ho avuto”

In chiave salvezza vi reputate tranquilli? “Purtroppo per esperienza posso affermare che non siamo tranquilli, anche se tante squadre sono piazzate peggio di noi in classifica. Prima della sconfitta di Terni (domenica scorsa) avevamo conquistato 10 punti in quattro partite che ci avevano permesso di tirarci fuori dalla bagarre salvezza. Però a fine campionato vediamo sempre che le squadre che lottano per la salvezza riescono a fare risultato, diciamo pure che i calendari fanno la differenza. Verremo a Taranto per conquistare il punto della matematica salvezza”

La Ternana ha vinto il campionato con due giornate d’anticipo, ma il Taranto ha conquistato più punti sul campo rispetto alle fere. Quale reputa più forte tra le due? “Questa domanda dovrebbe rifarmela domenica sera. In ogni caso mi avevano parlato di due squadre forti, del resto i punti ottenuti sul campo lo dimostrano, perché in tale valutazione non tengo conto delle penalizzazioni. Credo che in condizioni normali entrambe si sarebbero giocate la promozione fino all’ultima giornata. La Ternana l’ho vista ieri e sicuramente merita di stare in alto: possiede qualità di gioco, calciatori esperti e fisicità. Anche il Taranto è una compagine attrezzatissima che ha dimostrato grande continuità e compattezza, oltre a possedere la migliore difesa del campionato. Insomma entrambe avrebbero meritato la promozione diretta, ma conosciamo bene le vicissitudini che ha affrontato la compagine tarantina. In ogni caso credo che il Taranto abbia le possibilità di giocarsi la B ai play off. Spero che Davide Dionigi, con il quale sto frequentando il corso da allenatore, possa trionfare agli spareggi”

Enrico Losito – www.calciopress.net

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