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(Calciopress – Enrico Losito) Settanta punti conquistati sul campo, ventiquattro risultati utili consecutivi, quattro vittorie consecutive nelle ultime giornate di campionato, migliore difesa d’Europa con 16 reti al passivo e ultima sconfitta risalente allo scorso 31 ottobre del 2011 (Benevento-Taranto: 2-1). Numeri da capogiro e sopratutto da primato per il Taranto di Dionigi. C’è un “però”, anzi una “situazione kafkiana”: gli jonici si giocheranno la promozione in cadetteria ai play off, mentre a Terni hanno già festeggiato da un pezzo la promozione in B e ora programmano senza affanni la nuova stagione. Fatale agli jonici i sette punti di penalizzazione, di cui sei incassati per la nota crisi societaria che ha condizionato l’intera stagione. Le vicende extra calciastiche hanno creato un corto-circuito nell’ambiente tarantino: ultimo in ordine di tempo il sequestro preventivo (per l’ammontare complessivo di  4,5 milioni di euro) effettuato dalla Guardia di Finanza nei confronti del presidente D’Addario. Ma questa è un’altra storia. Malgrado tutto Prosperi e compagni sono concentrati al raggiungimento della promozione che rappresenterebbe (forse) la “panacea di tutti i mali”. E’ ormai iniziato il countdown alla prima sfida di semifinale allo “Stadio Piola” controla Pro Vercelli in programma domenica prossima. Cresce l’attesa in città con la caccia al biglietto e i balconi che iniziano a colorarsi di rossoblu.

Disuniti verso l’obiettivo. Società, giocatori e tifosi: forze disgregate tra loro ma che mirano al salto di categoria. Sembra un paradosso ma sono linee parallele destinate a non incontrarsi, malgradola serie B faccia “gola” a tutte le componenti che ruotano intorno all’ambiente jonico. La frattura tra il club di via Martellotta e i calciatori è ormai arcinota, del resto la cartina di tornasole è costituita dall’istanza di messa in mora da parte di alcuni atleti rossoblu nei confronti della società. Tutt’altro che idilliaci i rapporti tra il presidente D’Addario e i tifosi della curva Nord. La causa della frattura? Le inadempienze societarie di natura economica hanno depauperato la “cavalcata” verso la B di Prosperi e soci con il noto fardello dei punti di penalizzazione. Forse utopistico cercare un ricongiungimento considerando l’integralismo  delle parti, eppure c’è una promozione da raggiungere….giusto ribadirlo.

“Days are forgotten”. Nel festival dell’ovvietà meglio evitare le “demonizzazioni”. Bisogna dare atto e merito all’attuale proprietà, e ai suoi collaboratori, di avere scelto i calciatori che hanno costruito i record dell’ultimo campionato, oltre all’intuizione del presidente D’Addario nella scelta di mister Dionigi: azzardo rivelatosi scelta vincente. Parafrasando il titolo di una canzone dei Kasabian “Days are forgotten”….quei giorni sono dimenticati.

La maledizione dei giustizieri. Non porta bene eliminare il Taranto negli spareggi play off, ne sanno qualcosa in merito l’Avellino (vittorioso sui rossoblu nella semifinale del 2006-07), a seguire l’Ancona (nella finale del 2007-08) e  infine l’Atletico Roma (semifinale dello scorso torneo). Tutte società che da li a poco hanno subito l’onta della radiazione e dell’istanza di fallimento con relativa cancellazione dalla cartina geografica del calcio (vedi Atletico Roma). L’unica eccezione è costituita da Catania che sconfisse i rossoblu nella finale del 2001-02. Gli etnei stazionano stabilmente in massima serie con un società solida dopo lo “tsunami” della gestione Gaucci. 

Vincenti ai play off. Unico precedente favorevole ai rossoblu negli spareggi risale alla stagione 2005-06 nel campionato dell’allora C2. Il Taranto guidato da Papagni piegò il Melfi in semifinale e il Rende nel doppio confronto della finale. Dato curioso per gli amanti della cabala, anche in quella stagione la Juventus vinse lo scudetto (titolo poi assegnato d’ufficio dalla F.G.I.C. all’Inter per le vicende di Calciopoli) come nel torneo appena concluso. 

Ridda di voci e scadenze alle porte. Pseudo cordate: lombarde, tarantine, bresciane interessate al Taranto. L’ex pluri-dirigente Ermanno Pieroni  nelle vesti di mediatore di un imprenditore (Sarni ?). Un accordo di massima che sarebbe stato già trovato, ma da chi e sopratutto quando? Cifre ipotizzate per vendere il club oscillanti dagli 8 ai 9 milioni di euro, al lordo delle esposizioni debitorie. Tanto (troppo rumore) per nulla al momento, in quanto il Taranto è ancora nella mani della famiglia D’Addario, salvo prova contraria. La realtà sono le scadenze improcrastinabili: la prossima è datata 15 maggio. In caso di ulteriori inadempienze riguardanti emolumenti e contributi da versare ai tesserati (circa 2 milioni di euro), il Taranto rischierebbe un ulteriore penalizzazione (probabilmente 6 punti) da scontare  nel prossimo torneo indipendentemente dalla categoria.

Enrico Losito – www.calciopress.net

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