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(Calciopress – Sergio Mutolo) La promozione in Serie A del Torino (“Il Vecchio Cuore Toro torna a battere in serie A“) e del Pescara (“Pescara in serie A, il calcio ringrazia Zeman“) rischia di svuotare gli stadi della serie Bwin.

Le cose andranno ancora peggio nel caso in cui la terza delle promosse nella massima serie nazionale fosse una tra Hellas Verona e Sampdoria (le altre due squadre che parteciperanno ai Play Off sono il Sassuolo e il Varese).

Per chiarire questo concetto riproponiamo un articolo di qualche tempo fa, illuminante sotto questo profilo.

* * * * * * * * *

In un recente report Calciopress ha analizzato i dati numerici sull’affluenza di pubblico nella Championship (la serie B inglese). Un’indagine che ha messo in evidenza il grande afflusso di spettatori negli stadi della serie cadetta d’Oltre Manica (QUI i particolari).

In precedenza era stato pubblicato un analogo report dell’Osservatorio Calcio Italiano sui numeri in crescita della serie Bwin (QUI i particolari). I dati sulle presenze di pubblico registrate a tutt’oggi in serie B, tratti dal sitostadiapostcards.com, mettono in luce numeri ancora mediocri per quella che è pur sempre la seconda divisione del calcio italiano.

Sono state considerate 152 partite interne giocate dai 22 club di cadetteria. La media gara risulta pari a 6.378. Un dato apparentemente in crescita rispetto alle 4.922 presenze medie dello scorso anno. Ma non è tutto oro quel che luccica. Cerchiamo di capire perchè.

Nelle prime cinque posizioni della graduatoria troviamo:

1) Sampdoria (media gara 21.875)
2) Torino (15.838)
3) Hellas Verona (14.729)
4) Pescara (10.617)
5) Padova (9.546)

Nelle ultime cinque posizioni si piazzano:

18) Empoli (2.826)
19) Sassuolo (2.393)
20) Cittadella (2.392)
21) Grosseto (2.2.17)
22) AlbinoLeffe (2.052)

La partita più vista è stata Sampdoria-Torino con 25.188 presenze. Quella meno seguita AlbinoLeffe-Crotone, alla quale hanno assistito 1.638 spettatori.

Si deve osservare che solo quattro squadre sulle ventidue iscritte (Sampdoria, Torino, Hellas Verona e Pescara) hanno superato la soglia delle 10mila presenze medie per partita. Un altro dato molto significativo è che le ultime cinque della graduatoria registrano tutte meno di 3mila spettatori.

La presunta crescita di pubblico in Bwin è dunque solo apparente, in quanto “drogata” da una fortunata coincidenza. Vale a dire la contemporanea presenza in cadetteria di due club con un grosso traino di spettatori come la Sampdoria (retrocessa dalla serie A) e l’Hellas Verona (promosso dalla Prima Divisione di Lega Pro). A queste due blasonate società si aggiungono il Torino (confinato da un po’ in cadetteria, ma quest’anno capolista grazie a Ventura che ha riportato l’entusiasmo tra i tifosi granata) e il Pescara (anche le presenze all’Adriatico stanno lievitando grazie a Zeman). Con l’eccezione del Padova, che tiene testa alle altre, dietro c’è il vuoto.

Per il resto, nonostante i meriti di un presidente molto attivo come Andrea Abodi siamo ben lontani dalla media di 10mila spettatori a partita, che dovrebbe essere l’obiettivo minimo della cadetteria e che era negli ottimistici auspici dei suoi  vertici dirigenziali.

Una rondine non fa primavera. Gli stadi della Bwin sono, nella massima parte dei casi, desolatamente vuoti. Qualsiasi confronto con l’omologa categoria inglese è allo stato delle cose improponibile. Le riprese delle pay tv confermano dati numerici incontrovertibili. Con impietoso realismo, fatte salve le eccezioni che confermano la regola.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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