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(Calciopress – Enrico Losito) E’ passata quasi una settimana dall’eliminazione del Taranto dai play off. Il pareggio per 0-0 dello Iacovone ha estromesso i rossoblu dalla corsa alla cadetteria aprendo ufficialmente la crisi societaria. In sei giorni abbiamo ascoltato proposte, cifre e parole (tante…anzi troppe). La realtà dura e cruda è l’attesa di un “miracolo” (repentino) per salvare la massima espressione cittadina del pallone. Di seguito ne illustriamo le ragioni.

Iscrizione a rischio. Abbiamo ascoltato frasi di facciata da parte del club rossoblu e tante parole “rasserenanti” per l’ambiente jonico relative all’iscrizione al prossimo campionato. La “maschera”, però, è crollata con le dichiarazioni rilasciate ieri (dopo la tavola rotonda con organi istituzionali e imprenditori a Palazzo di Città) da parte di Mike Hulls, uno dei dirigenti più esposti a livello mediatico del club di via Martellotta. La sostanza delle parole del manager anglosassone sono state inequivocabili: “Questa società non è in grado entro il 30 giugno di iscrivere la squadra”. Smentire se stessi non è esercizio facile, esporsi per altri neanche.

Soldi, soldi, soldi. Di denari (veri) ne servono tanti e in fretta. La prima scadenza è fissata per martedì prossimo: 600 mila euro per evitare lo svincolo dei sette atleti sotto contratto. Tra questi ce ne sono alcuni utili per fare cassa come Sciuadone, Chiaretti e Coly. Il tutto lo ricordiamo è frutto della messa in mora della società da parte degli atleti jonici. In seguito ci sarà da curare l’iscrizione al prossimo torneo di Lega Pro: le tasse d’iscrizione comprendenti €. 2.000,00 di quota associativa, €. 11.000,00 per servizi e prestazioni, €. 25.000,00 quale quota di partecipazione. E ancora la ormai famigerata fideiussone bancaria (chiamata tecnicamente “credito di firma”) di €. 600.000,00. Qui le cose si complicano, in quanto le banche chiamate a garantire l’eventuale insolvenza dei club chiedono garanzie reali. Tradotto in soldoni un libretto di deposito (o altro titolo) di pari importo della fideiussione stessa (€. 600.000,00) atto a contro-garantirela banca. Passando ai calciatori (e non solo) bisognerà saldare le pendenze arretrate attraverso bonifici bancari che transiteranno da conto corrente dedicato intestato alla società jonica su quello dei tesserati con le specifiche dei mesi onorati fino alla fine della stagione appena archiviata. Ricordiamo che alcuni “dipendenti” del club di Via Martellotta avanzano arretrati mensili da inizio campionato. Facendo i conti della “massaia” servirebbero (più o meno) oltre 3 milioni di euro. Queste sono le cifre ufficiali a cui bisognerà aggiungere i creditori occulti (e neanche troppo): qualche pendenza con vecchi atleti e fornitori che insistentemente battono cassa. La società, almeno per questi, non è completamente immobile, in quanto cerca di tamponare le falle, malgrado le oggettive difficoltà. L’impegno è ammirevole, ma oggettivamente improbo, perchè gli “assalti” sono pressochè quotidiani. Abbiamo dimenticato qualcosa: l’iscrizione va completata entro (e non oltre) il 30 giugno. Termine perentorio.

I possibili scenari. La pista bresciana, quella straniera,la cordata Pieroni ela proposta Stefano con 20 imprenditori volenterosi (noi li chiamiamo benefattori) da 500.000,00 mila euro cadauno. Un bouquet di proposte per salvare la pelota rossoblu e anche parecchia “aria fritta”, perchè nessuno è uscito allo scoperto. Allora attendiamo il “colpo di coda”, quello decisivo. Insomma la stoccata vincente per capovolgere una situazione oggettivamente drammatica. Sotto a chi è davvero interessato e no perditempo. I giorni sono ristretti, gli adempimenti da compiere innumerevoli. Serve un’impresa, anzi un miracolo…chiesto al cielo.

Enrico Losito- www.calciopress.net

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