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(Calciopress –  So. Gian.) Per l’ad rossonero Galliani le strategie di mercato si stanno complicando in modo esponenziale. Gli abbandoni di fine stagione numerosi e dolorosi, hanno falcidiato i reparti. Per ora in entrata è tutto fermo. Ci sono da registrare solo i due arrivi a parametro zero (Montolivo e Traorè), ai quali si aggiunge l’ingaggio per 500mila euro del giovane portiere brasiliano Gabriel.

Nel frattempo la cessione di Thiago Silva al Psg sembra aver scoperchiato il vaso di Pandora (“Calciomercato Milan, tra rosso di bilancio e Fair Play Finanziario”).  Alla sparata di Ibra sulle difficoltà economiche del club, ha fatto seguito quella di Cassano. Il futuro del centrocampista barese in rossonero è tutt’altro che scontato. Fantantonio ha lasciato capire tra le righe che sarebbe intenzionato a traslocare altrove.

Intanto sull’attaccante svedese si registra un ritorno di fiamma del Psg. Leonardo, non contento di essersi accaparato Lavezzi del Napoli e Thiago Silva dal Milan, sta tentando l’attacco definitivo anche a Ibrahimovic. Si parla di un’offerta globale di 80 milioni di euro per portare a Parigi, in un colpo solo, la coppia Thiago-Ibra.

Per ragioni di bilancio anche le conferme in rossonero di Boateng (che chiede un congruo aumento dell’ingaggio) e quella di Robinho (che a sua volta gode di un ingaggio strabordante) sono appese a un filo.

Il rischio è quello di vedere la rosa spogliata di tutti i suoi top players. Senza contare che la partenza di Thiago apre infine un buco gigantesco all’interno di una difesa che appare allo stato del tutto inadeguata per la Champions. In questo marasma, Galliani boccheggia e sembra non sapere che pesci prendere.

La bordata di Cassano. Non c’è stato quasi il tempo di assorbire la sparata di Ibrahimovic sulle difficoltà economiche del Milan. La bordata di Cassano è ancora più violenta: “Dare via Thiago è dura, dura, dura… Non si può sostituire uno così, al di là delle cifre che si leggono e si ascoltano. Lui è il 50% della squadra: se va via, dopo si potrà lottare solo per entrare in Champions, né per vincerla né per lo scudetto. Detto questo poi, basta essere chiari nel dichiarare gli obiettivi per la prossima stagione. Loro, al Milan, fanno i conti: ma io nella mia ignoranza, non lo darei mai via”. Nel suo ragionamento Fantantonio coinvolge anche Ibrahimovic: “Se ho sentito Ibra sull’argomento Thiago Silva? No, è un mesetto che non ci sentiamo. Se è arrabbiato, io gli do ragione. Quando parlerà, sarà diretto come sempre. Io ripeto: è un delitto perdere Thiago per qualsiasi cifra. Non si vende il più forte al mondo. Sul suo futuro il fantasista barese è sibillino: “Se resto o vado, boh, vediamo, una certa idea ce l’ho”. La sensazione è che il numero 10 azzurro stia immaginando il suo (ritrovato) futuro lontano da Milano, lontano dal Milan.

Il futuro di Ibra e Boateng non è più rossonero? Anche Boateng è di pessimo umore per la cessione del difensore brasiliano: ”Spero che Thiago non parta, senza di lui sarebbe molto difficile, ha scritto su Twitter. L’esodo del difensore brasiliano verso Parigi è un altro segnale di indebolimento che non farà sicuramente piacere a Ibrahimovic. Il giocatore auspicava la conferma di tutti i top-players con l’arrivo di almeno quattro-cinque rinforzi di un certo livello. Tutto sta andando in un’altra direzione. A questo anche Ibra e Boateng potrebbero essere sul mercato. Il centrocampista ghanese ha richieste dalla Premier League. Ibra, nonostante i 35 gol segnati in totale la scorsa stagione con la squadra di Allegri, sembra inattaccabile a causa dell’ingaggio (1 milione di euro netti al mese) garantito almeno fino al 30 giugno 2014. Il Milan fatica per trovare un acquirente che si faccia carico delle due prossime rate (16 milioni) da versare al Barcellona per completare il pagamento del suo cartellino.

Una difesa di burro? L’addio di Thiago Silva apre un buco nero difficile da colmare in una difesa già spogliata da molti giocatori di spicco. Si riduce in modo vistoso il tasso di qualità, già precario, del reparto arretrato rossonero. Partito il top player brasiliano, nella zona centrale Allegri può contare allo stato su giocatori che non non sembrano in grado di assicurare autorevolezza nella copertura di quel delicato ruolo. I tre superstiti (MexesYepes e Bonera) non hanno lo spessore tecnico e comportamentale in grado di conferire a questa delicata zona difensiva un profilo europeo in chiave Champions. Si parla dell’arrivo di Acerbi, ma le cose non cambierebbero di molto sotto questo aspetto. Se a questo si somma la povertà tecnica dei giocatori a disposizione sulle fasce (AbateAntoniniTaiwo) le perplessità sulla tenuta del reparto difensivo non possono che crescere.

So. Gian. – www.calciopress.net

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