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Momenti difficili per l’economia italiana che, inevitabilmente, si ripercuotono anche sul calcio (non immune dalle problematiche dell’imprenditoria locale).

Da alcuni anni a farne le spese sono le società di calcio e specialmente di quelle di Lega Pro, poco inclini alle entrate finanziarie e molto esposte alle uscite. In questi anni hanno pagato dazio non solamente piccoli club, ma anche società più blasonate e ambite dai presidenti per tradizione e bacino di utenza. Un’ecatombe che potrebbe investire un po’ tutti. Chi è riuscito a resistere, si trova oggi con l’acqua alla gola per il perdurare di una crisi che stenta a lasciare respiro.

In tutto questo è entrata, con forza più che con sagacia, la riforma del campionato di Lega Pro. Non qualcosa di programmato e studiato a tavolino, quanto una soluzione imposta dalla impossibilità di ripristinare il format visti i fallimenti continui con cui si deve fare i conti alla fine della stagione. Nel campionato appena concluso si è assistito a una prima e forte scrematura dei club partecipanti al campionato di Lega Pro: 76 compagini alle quali si è aggiunto in extremis il Catanzaro portando il totale a 77 squadre.

La vera e propria rivoluzione è forse alle porte. Le notizie che giungono da più parti informano di una possibile mancata iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro di circa quindici società. Questo porterebbe il lotto dei partecipanti a un numero vicino alle 60 unità.

Se così fosse, potremmo assistere a un vero e proprio terremoto. Il presidente Mario Macalli sembrerebbe infatti intenzionato, nel caso di sessanta o meno società iscritte al campionato di Lega Pro, ad eliminare in maniera definitiva la Seconda Divisione e creare un’unica Lega Pro (formata da tre gironi di venti squadre).

Una vera e propria rivoluzione che riporterebbe il tutto ai primi anni ’70, prima della riforma dell’allora Serie C. Resta da chiedersi cosa potrà accadere negli anni a venire, nel caso in cui non cessi questa emorragia.

Nel frattempo le società che sperano in una risoluzione positiva dei loro problemi sono molte, anche se alle prese con situazioni debitorie importanti e in alcuni casi praticamente irrisolvibili. Una decina di esse sta già staccando la spina. Altre sperano nella cordata di turno che, quasi sempre, svanisce poi nel nulla.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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