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(Calciopress) Un’emozione lunga 30 anni. 11 Luglio 1982-11 Luglio 2012.  Con questo slogan la FIGC celebra oggi l’anniversario del “Mundial ‘82”, la straordinaria impresa degli Azzurri di Bearzot che conquistarono la terza Coppa del Mondo, dopo quelle del ’34 e del ’38.

“A trent’anni di distanza – commenta il presidente Giancarlo Abete sul sito web della Federacalcio – quel successo resta una delle imprese sportive più care agli italiani ed è entrato di diritto nella storia del nostro Paese, perché, aldilà del risultato calcistico, contribuì a unire l’Italia in un periodo di profonde lacerazioni sociali, attraverso l’esempio di una squadra-famiglia tenuta unita anche nelle difficoltà da un grande uomo come Enzo Bearzot”.

Iniziata con grande scetticismo, l’avventura italiana in Spagna rischiò di finire subito: tre pareggi nelle prime tre gare del girone eliminatorio, contro Polonia, Perù e Camerun e una qualificazione (conquistata solo in virtù del maggior numero di gol fatti rispetto agli africani) che ci portò al secondo turno ad incontrare due delle favorite, l’Argentina campione in carica e il Brasile di Zico, Socrates e Falcao.

Lasciata Vigo per spostarsi a Barcellona, però, iniziò il dilagante cammino degli Azzurri: 2-1 all’Albiceleste, con Gentile che annullò l’astro nascente Diego Armando Maradona; 3-2 alla Selecao, con la tripletta firmata da “Pablito” Rossi, che pochi giorno dopo siglò una doppietta in semifinale controla Polonia. Nellafinale al “Bernabeu” controla Germania Ovest, dopo un rigore sbagliato da Cabrini, fu ancora Rossi (capocannoniere del torneo con 6 gol) a sbloccare il match, poi Tardelli e il suo urlo liberatorio misero al tappeto i tedeschi, costretti a subire anche il terzo colpo da ko firmato da Altobelli dopo una lunga cavalcata di Conti.

L’Italia era campione del mondo: in tribuna ad esultare c’era il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, in tv milioni di spettatori si commossero al fischio finale del brasiliano Coelho e al “Campioni del mondo” ripetuto 3 volte da Nando Martellini. Poi la scena fu tutta del capitano Dino Zoff, che ricevette la Coppa del Mondo dalle mani del re di Spagna Juan Carlos e la strinse in mezzo al campo insieme al CT Enzo Bearzot. Proprio quell’immagine, Bearzot e Zoff che cingono la Coppa, è quella che la Figc ha scelto per ricordare quei memorabili Azzurri del 1982, che nessuno potrà mai dimenticare.

 

Redazioneweb – www.calciopress.net

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