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(Calciopress –  Redazioneweb)  Molti i temi affrontati nel corso dell’incontro tra il Club Italia della Figc e gli allenatori delle squadre Primavera e Allievi dei club di A e B, svoltosi presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano.

Gli obiettivi di Arrigo Sacchi (nella foto) sono quelli di implementare la collaborazione tecnica tra le Nazionali Giovanili e i club professionistici, favorire la formazione continua dei tecnici, pianificare lo sviluppo e la crescita del calcio giovanile d’elite anche attraverso un confronto con i modelli europe.

All’iniziativa, suddivisa tra una lezione in aula ed una serie di esercitazioni in campo, sono intervenuti il coordinatore delle Nazionali Giovanili Arrigo Sacchi e il suo vice Maurizio Viscidi, il tecnico della Nazionale Under 21 Devis Mangia e il suo collega della Under 21 svizzera Pierluigi Tami, chiamato per favorire un confronto sui metodi di lavoro nei paesi d’elite europei.

Presenti, inoltre, il Presidente del Settore Giovanile e Scolastico Gianni Rivera, il Vice Presidente del Settore Tecnico Enrico Demarchi, il segretario del Cub Italia Mauro Vladovich, tutti gli staff tecnici delle Nazionali Giovanili dalla Under 15 alla Under 21 (tranne quello dell’Under 17 impegnato domani a Gradisca per il test con la Slovenia), i tecnici di 40 club su 42.

A Sacchi il compito di concludere la prima parte dell’incontro: “Senza un vero ricambio generazionale, il calcio rischia di scomparire, eppure in Italia non si investe in maniera adeguata sui giovani. Negli ultimi anni stiamo lavorando, ma c’è ancora molto da fare: dobbiamo investire nel Settore Tecnico e nella formazione degli allenatori; aumentare i corsi di aggiornamento; pianificare la crescita dei calciatori attraverso l’avvio di Accademie, che permettano di lavorare il doppio rispetto a quanto accade oggi, e di Centri tecnici federali; frenare l’invasione di calciatori stranieri, che tra l’altro è in controtendenza rispetto al resto d’Europa e sul fronte dei giovani è ancora più deprecabile dal punto di vista umano e sociale”.

Non è mancato un accenno alle Squadre Riserve (“abbiamo riformato l’età del campionato Primavera senza però creare come in Europa le seconde squadre”), ma il tema centrale è rimasto la filosofia del lavoro tecnico.
“In Italia il calcio continua ad essere individualistico, specialistico e difensivo, ma dobbiamo cambiare. Basta guardare alla Spagna, che vince anche a livello giovanile mettendo insieme la tecnica individuale e quella collettiva, perché la vittoria è la conseguenza del gioco. Il calcio totale di oggi è fatto da squadre che hanno undici calciatori che si muovono come fossero uno solo, tutti in posizione attiva, attraverso il corretto posizionamento in campo e una giusta connessione”, ha proseguito Sacchi.

“Per questo – ha concluso – abbiamo assolutamente bisogno di voi per sviluppare in profondità un calcio moderno, che parta dalla nostra tradizione e la ampli anche guardando allo scenario internazionale”.

 

Redazioneweb – www.calciopress.net

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