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Pallone Ufficiale Nazionale 1(Calciopress – Redazioneweb) La UEFA ha pubblicato la quinta relazione sul calcio di club europeo, che prende in analisi oltre 670 club di prima divisione appartenenti alle 53 federazioni nazionali affiliate alla UEFA. Lo rende noto il sito web della Uefa.

La panoramica sul Calcio di Club Europeo è un documento di 124 pagine. La relazione giunge in un momento-chiave, cioé alla vigilia dell’entrata in vigore delle misure di fair play finanziario introdotte dalla UEFA per limitare i problemi economici che affliggono il calcio di club europeo.

La relazione offre la più ampia e approfondita analisi disponibile sullo stato di salute economica del calcio di club. L’analisi dei dati quinquennali è basata su oltre 3.000 comunicati finanziari e mette in evidenza i punti di forza e i punti deboli dell’economia del calcio di club europeo.

Per la prima volta, la relazione include un’intera sezione dedicata alle competizioni UEFA per club e alle squadre che vi partecipano, che comprende un’analisi comparativa con i requisiti richiesti dal fair play finanziario. Oltre a quantificare l’entità delle entrate che le competizioni UEFA per club garantiscono alla società, la sezione include un’analisi decennale delle due principali competizioni UEFA per club, la UEFA Champions League e la Coppa UEFA/UEFA Europa League, e dei 578 club che vi hanno preso parte in questo lasso di tempo.

Oltre a prendere in esame le tematiche squisitamente finanziarie, la relazione analizza anche altri dati rilevanti di natura non economica, con un’analisi pan-europea in diversi ambiti come affluenza negli stadi e relative tendenze, infrastrutture dei campionati nazionali, valutazione sulla durata di un allenatore in panchina e proprietà degli stadi.

Lo relazione è facilmente consultabile e ricca di tabelle e sezioni domanda e risposta. Ecco un esempio: Sono sempre le stesse squadre a partecipare alle competizioni UEFA per club? L’analisi degli ultimi quattro cicli triennali mette in luce il fatto che solo dieci squadre hanno preso parte alla fase a gironi della UEFA Champions League in ciascuno dei tre anni in questione, contro i 15-17 dei tre cicli precedenti.

Un altro quesito è incentrato sui livelli record di perdita dei club: le cause sono da ricercarsi nelle perdite maggiori fatte riscontrare dai “club in salute”, oppure la tendenza negativa in ambito finanziario è da intendersi come in accentuazione?

Gli ultimi capitoli della relazione analizzano in dettaglio lo stato finanziario dei club a livello europeo, nazionale e individuale. Le buone notizie arrivano dal fatto che i ricavi nel calcio restano sostenuti, con 13,2 miliardi di euro nel 2011 e una crescita del 24% rispetto al 2007. Un dato straordinario, considerando il periodo di recessione dell’economia.

Anche il dato che nel 2011 aveva visto in flessione le entrate derivanti dalla vendita dei biglietti per le gare dei campionati nazionali è stato smentito: la maggioranza delle leghe europee di prima divisione ha riportato un aumento dell’affluenza negli stadi e l’affluenza complessiva è salita del 2,5%, superando quota 103 milioni  di spettatori.

In altri ambiti, l’analisi permette di riflettere, con ben il 55% dei club di massima divisione che hanno sostituito il loro allenatore nell’arco di 12 mesi. La relazione documenta anche l’escalation senza sosta nei costi dei club, in particolare riguardanti i salari e i relativi costi accessori, incrementati di ben il 38% tra il 2007 e il 2011, che supera di gran lunga la crescita dei ricavi, pari al 24%, durante lo stesso periodo.

D’altra parte, salari e trasferimenti rappresentano il 71% dei ricavi dei club, una crescita esponenziale dal 62% del 2007. E’ questa crescita inarrestabile che fa da sfondo a una perdita complessiva stimata per i club delle massime divisioni europee di 1,7 miliardi di euro nell’ultimo anno preso in analisi, l’anno finanziario chiusosi nel 2011.

La relazione scava a fondo in questi numeri, con le analisi UEFA che indicano che i risultati sono stati nefasti per tutti gli ambiti dello sport, non solo per le pluricitate perdite dei club di alto livello. Mentre le perdite dei dieci club più in passivo sono cresciute di 260 milioni di euro tra il 2007 e il 2011, i risultati finanziari dei club in perdita tra l’11esimo e il 30esimo posto sono peggiorati di 310 milioni di euro, mentre altri club in perdita in misura minore hanno comunque raddoppiato le perdite durante questo stesso periodo.

E’ chiaro che le sfide finanziarie vanno ben oltre i casi di alto profilo sulla superficie del mondo del calcio per club. Per controbilanciare alcune cattive notizie ce ne sono anche di positive, dato che la relazione identifica una proporzione leggermente più alta di club che sono riusciti a ottenere il pareggio di bilancio e l’analisi dei bilanci dei club vede un’immagine complessiva prevalentemente neutra.

Con l’introduzione dei regolamenti UEFA sul pareggio di bilancio a partire dalle stagioni finanziarie 2012 e 2013, molti club in perdita che partecipano alle competizioni UEFA dovranno migliorare i propri conti se vorranno possedere i requisiti necessari alla partecipazione.

La ricerca di un equilibrio più sostenibile tra ricavi, spese e investimenti è al centro dei Regolamenti per le Licenze per Club e il Fair Play Finanziario UEFA. Quello che è evidente nella relazione, è che le azioni intraprese da UEFA, organi di governo nazionali e club è essenziale per proteggere il benessere futuro dello sport più popolare in Europa e nel mondo.

 

.Redazioneweb – www.calciopress.net

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