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Pallone Ufficiale Nazionale 1(Calciopress – Redazioneweb) Fuori il razzismo dagli stadi, con gli arbitri chiamati a sospendere le partite in caso di cori razzisti e un piano d’azione contro combine e frodi sportive.

E’ questo l’impegno preso dal Consiglio Strategico per il Calcio Professionistico (PFSC), composto dai rappresentanti di federazioni nazionali (UEFA), club (ECA), leghe (EPFL) e giocatori (FIFPro Division Europe), che ha confermato di voler osteggiare ogni forma di discriminazione. L’Esecutivo della UEFA, che a Sofia ha votato all’unanimità una risoluzione volta a combattere il razzismo nel mondo del calcio, ”invita gli arbitri a fermare partite in presenza di cori razzisti e chiede che anche gli allenatori denuncino tali atti, anche se questo dovesse andare a discapito dei propri sostenitori”. La UEFA, invitando le federazioni nazionali ad agire allo stesso modo, ha chiesto anche il sostegno delle autorità civili e di giustizia per bandire dagli stadi gli autori di ogni atto di razzismo.

Il Consiglio Strategico per il Calcio Professionistico ha poi confermato la ‘tolleranza zero’ sulle combine e su ogni forma di illecito sportivo, con l’intenzione di instaurare un codice di condotta rivolto a tutti i protagonisti  del mondo del calcio. “Tuttavia – si legge nella nota – le quattro organizzazioni concordano che gli organi sportivi non dispongono dei mezzi o delle giurisdizioni legali per affrontare da sole il problema, che spesso coinvolge organizzazioni criminali. Le ‘frodi sportive’ devono quindi essere riconosciute come crimine specifico delle leggi nazionali europee, in modo da garantire mezzi coerenti, efficaci e coordinati per sconfiggere questo fenomeno. Allo stesso tempo, gli stati europei devono valutare l’adozione di servizi giudiziari specifici per i casi di frode sportiva”.

E’ stata sottolineata l’importanza di una “stretta collaborazione con uno scambio di informazioni tra forze di polizia, autorità investigative e giudiziarie, organi sportivi e società di scommesse”, ponendo in evidenza anche la necessità del riconoscimento dei diritti degli organizzatori sportivi nel contesto delle scommesse, nonché di campagne di formazione ai corsi arbitrali e nelle competizioni UEFA giovanili (per giocatori, allenatori e direttori di gara).

Tra gli altri punti, il “monitoraggio continuo delle competizioni europee, dei due massimi campionati e delle coppe nazionali nelle 53 federazioni affiliate alla UEFA, come pure quello delle competizioni per nazionali da parte degli organi calcistici di ogni paese; l’adozione di un sistema di denuncia riservato e affidabile appoggiato da tutte le parti in causa”.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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