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Mario Macalli 4(Calciopress – Sa. Mig.) Il format della Prima e Seconda Divisione guidate dal presidente Mario Macalli (nella foto), dopo la prima scrematura del Consiglio Direttivo della Lega di Firenze,  è già sceso nella stagione 2013-14 da 69 a 56 squadre (4 le escluse e 9 le bocciate in prima istanza).

In quanto alle nove società in bilico, per via della fideiussione incompleta, la patata bollente è passata nelle mani della Covisoc. I controlli non saranno più solo formali, ma sostanziali.

In particolare verrà passato al setaccio il temuto budget finanziario, un vero e proprio spauracchio per molte società. Un documento di verifica finora poco pubblicizzato, ma indispensabile per l’ammissione ai tornei di Lega Pro (“Iscrizioni Lega Pro, tra Covisoc e budget finanziario”).

Giovedì 11 luglio sarà ufficializzato dalla Covisoc l’elenco delle società ammesse, anche se  per il deposito della fideiussione ci sarà tempo fino a giovedì 18 luglio. Il giorno seguente, ovvero venerdì 19 luglio, sarà il Consiglio Federale ad emettere i verdetti definitivi per la stagione 2013-1014.

E’ ancora un enigma quale sarà il numero di club effettivamente iscritti in Prima e Seconda Divisione. Oltre a quello delle fideiussioni e del budget finanziario, ci sarà da superare anche lo scoglio stadi. Una questione delicata, di competenza della Commissione Infrastrutture (“Iscrizioni in Lega Pro, incombe il problema stadi“). Come sempre saranno stabilite delle deroghe, ma le società promosse dalla LND potrebbero avere grossi problemi.

Se i club ammessi in Prima e Seconda Divisione saranno meno di 60, si tratta di capire in quale misura i ripescaggi saranno in grado di ripristinare il format di 69 squadre deliberato dal Consiglio Federale (“Ripescaggi in Lega Pro, quanti posti saranno coperti?“).

Il rischio che incombe sulla categoria del presidente Macalli è di arrivare alla Serie C a girone unico (60 club suddivisi in tre gironi da 20) con un anno di anticipo rispetto alla stagione 2014-15 .

A dirla tutta sarebbe forse meglio chiamarla un’opportunità. Vale davvero la pena forzare ammissioni e ripescaggi per arrivare ai tempi canonici della riforma? Non sarebbe più utile, se ci fossero gli estremi, far partire il rinnovamento già dal prossimo campionato?

Sa. Mig. – www.calciopress.net

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