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Arrigo SacchiSi è svolto questa mattina a Coverciano, in un’aula piena in ogni ordine di posto e con le prime file occupate dagli staff al completo delle nazionali azzurre, l’incontro del coordinatore delle Nazionali giovanili Arrigo Sacchi (nella foto) con i tecnici delle squadre Primavera e Allievi delle società di Serie A e B. Lo riferisce il sito web della Figc.

Alla presenza del direttore generale della Figc Antonello Valentini, del direttore generale della Lega di Serie A Marco Brunelli, del vice coordinatore delle nazionali giovanili Maurizio Viscidi, del responsabile dell’ufficio squadre nazionali Mauro Vladovich e dell’allenatore della nazionale Under 21 del Belgio Johan Walem, Sacchi ha illustrato ai tecnici delle squadre di club il percorso che la Federazione sta cercando di portare avanti con i giovani, spronando gli allenatori presenti ad avere più fiducia nel loro lavoro di sviluppo di un modello di calcio totale, necessario per far crescere nel migliore dei modi i giovani calciatori e per cercare di avvicinarsi sempre più a quanto molte nazioni in Europa stanno facendo.

“Bisogna concentrarsi sempre più – ha dichiarato Sacchi – su un tipo di calcio totale, dove tutti gli 11 uomini in campo sono chiamati ad essere protagonisti sia in fase di attacco che in fase di difesa. Negli ultimi anni tutte le squadre che hanno vinto la Champions League hanno adottato questo tipo di calcio, dove i giocatori sanno fare tutto. Se non ci adattiamo, rischiamo di restare indietro. Noi abbiamo l’obbligo di creare giocatori, la nostra opera è quella di formatori tecnici, ma anche etici”.

“Dobbiamo insegnare a vincere con merito, il modo in cui si vince deve essere più importante della vittoria stessa. Programmazione e cooperazione tra federazioni e club sono molto sviluppati all’estero, anche noi dobbiamo cercare di percorrere questa strada. Ci confrontiamo con realtà molto ben organizzate, i giovani rappresentano il futuro e noi a volte non l’abbiamo ben chiaro. In Spagna si investe dal 5 al 10 per cento del fatturato nei giovani, in Italia molto meno”, ha concluso il coordinatore delle giovanili.

Dopo la relazione di Sacchi, ha preso la parola Johan Walem il quale ha presentato alla platea il modello di sviluppo del calcio giovanile adottato dalla Federazione belga,  frutto di 10 anni di lavoro che ha portato i diavoli rossi ad eccellenti risultati negli ultimi tempi, sia con la Nazionale maggiore che con quelle giovanili. Unica filosofia di gioco, il 4-3-3 per tutte le nazionali e per le squadre, strettissima collaborazione con i club delle serie maggiori, percorsi di crescita guidata dei calciatori anno dopo anno, apertura di 8 centri di formazione federale  sparsi su tutto il territorio belga dove i giovani calciatori più promettenti dei vari club  vengono seguiti giorno dopo giorno: questi sono gli argomenti trattati dall’ex giocatore delle’Udinese.

“È soprattutto quest’ultimo – ha sottolineato Walem – il nostro punto di forza, in quanto offriamo ai calciatori un qualcosa in più rispetto a quanto già fanno con i loro club: abbiamo calcolato che mediamente ciascun ragazzo fa 250 allenamenti in più all’anno con questo sistema”.

Nel pomeriggio, sul campo 2 di Coverciano, i tecnici delle squadre nazionali giovanili hanno mostrato a tutti gli allenatori presenti alcune esercitazione tattiche svolte normalmente nelle varie Under per mostrare le loro metodologie di allenamento.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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