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Pallone e guanti_____00001La deriva del sistema calcio italiano sembra ormai irreversibile. Con un larghissimo anticipo sulla fine del campionato i giochi sembrano ormai praticamente fatti. Eppure i dirigenti sembrano non accorgersi di niente e vanno avanti con il solito passo del gambero.

Gli addetti ai lavori, in maggioranza, lasciano fare. Si accontentano di alimentare cronache gossippare di bassa lega che finiranno per stremare la resistenza degli ultimi tifosi rimasti sulle barricate  (“Calcio e nuvole, i giorni del vino e delle rose”). Accade così che, tra l’indifferenza quasi generale, la Serie A tocchi uno dei punti più bassi della sua storia.

In campo continentale resta solo la Juventus di Conte a tenere alta la bandiera del calcio italiano, ma i bianconeri devono subire l’onta del declassamento dalla Champions alla Europa League e dovranno accontentarsi di giocare il passaggio del turno con il Lione (la quinta forza della Ligie 1 francese).

In campionato le cose vanno quasi peggio. A nove giornate dalla fine i giochi sono praticamente fatti. La Juve si è aggiudicata il titolo e l’ammissione alla Champions con nove giornate di anticipo. La Roma di Garcia si può considerare ormai seconda, salvo intoppi che avrebbero del clamoroso, e si guadagnata la Champions League diretta anche in questo caso con nove giornate di anticipo. Anche il Napoli di Benitez ha la consapevolezza di non poter gettare alle ortiche i preliminari di Champions con un anticipo temporale che non si era mai visto a queste latitudini.

Nel frattempo il livello delle partite che le pay tv trasmettono incessantemente a ogni ora del giorno e della notte è di una mediocrità disarmante. Gli stadi, fatiscenti oltre ogni misura, sono desolatamente vuoti. I campioni stranieri emigrano. Ci restano solo le briciole di quello che negli anni Ottanta fu il calcio più bello del mondo.

Mala tempora currunt. I tifosi italiani, sempre più tristi e malinconici davanti agli spettacoli che vengono propinati sul palcoscenico della serie A, finiranno per rifugiarsi nei campionati stranieri. Si sono stancati di guardare i treni che passano senza poterci mai salire sopra.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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