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Sergio Mutolo

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C’è una novità nel disastrato mondo del calcio professionistico italiano, affossato da una pletora di club che sta prosciugando le modeste risorse economiche attuali. La stagione calcistica 2014-2015 sarà contrassegnata dal cambio di format della terza serie nazionale.

– La riforma della Lega Pro. E’ prossimo al decollo l’ennesimo tentativo di riorganizzare una categoria la cui storia è stata fin troppo tormentata. Addio alla vecchia Lega Pro, strutturata in Prima e Seconda Divisione. Ai nastri di partenza la cosiddetta Divisione Unica, corrispondente alla Serie C di una volta. Tutto scaturirà da una (discutibile) riforma da cui usciranno i 60 club superstiti, suddivisi in tre gironi da 20 squadre ciascuno

– La Nocerina libera subito un posto. Considerato che i club al momento iscritti in Lega Pro sono scesi da 69 a 68, dopo che la Nocerina è stata esclusa dal campionato per i fatti di Salerno, ne manca da subito uno per arrivare ai canonici 60 previsti dal nuovo format. Dalla Seconda Divisione retrocederanno infatti 9 squadre per girone, per un totale di 18, che saranno rimpiazzate dalle vincenti dei nove gironi della serie D. La carenza correlata all’esclusione del club molosso conta fino a un certo punto. Il posto della Nocerina dovrebbe essere assegnato alla prima delle retrocesse dalla Seconda Divisione e tanto basta per pareggiare il conto (leggi “59 club ammessi alla Lega Pro unica“).

– La Divisione Unica e il rebus iscrizioni. Sono però possibili esclusioni e/o rinunce correlate ai requisiti di ammissione alla Divisione Unica della terza serie nazionale. Si ha ragione di ritenere, vista l’aria che tira, che peseranno gli oneri economici da rispettare e che potrebbero essere molteplici le caselle da riempire per pareggiare il format.

– Tornano i ripescaggi? Ecco così entrare di nuovo in scena gli amati/odiati ripescaggi, a proposito dei quali vale la pena segnalare la recente inversione di rotta di Mario Macalli. Il presidente della Lega di Firenze, dopo aver espresso un secco parere negativo sull’ipotesi di procedere a ripescaggi dalla serie D nel prossimo campionato, sembra aver riaperto l’opzione nel momento in cui ha testualmente dichiarato che “il prossimo anno – qualora non si raggiungessero le 60 squadre – si procederà a dei ripescaggi con l’emanazione di una norma da parte del Consiglio Federale, ma le società che parteciperanno alla prossima stagione dovranno avere una struttura valida e solida”.

– Il coinvolgimento della Serie D. Vista la cancellazione della Seconda Divisione di Lega Pro, quest’anno gli eventuali ripescaggi riguarderanno molto da vicino la serie D. Una categoria resa a sua volta problematica dall’abnorme ipertrofia dei nove gironi in cui è suddivisa e che andrebbero equamente ridotti a sei per provare ad alzare il livello tecnico di quella che sarà comunque la quarta serie nazionale (leggiPer 9 club di D salto doppio da paura”).

– La normativa di riferimento per i ripescaggi. La Lega di Firenze ha emanato il 3 giugno 2014 la normativa di riferimento per accedere alla procedura di ripescaggio nella stagione 2014-2015 (leggi “Ripescaggi in Lega Pro, il regolamento).  In quanto agli oneri economici si ha motivo di ritenere che saranno notevolmente alleggeriti rispetto al passato. Il presidente della Lega di Firenze, Mario Macalli, ha reso noto infatti che i costi saranno quest’anno fortemente ridotti. Al termine dell’ultimo Consiglio Federale incentrato sui ripescaggi ha dichiarato: “E’ stata abolita la fideiussione suppletiva. Quindi le società che volessero fare ripescaggio non debbono spendere quei 600.000 euro che servivano oltre ai 600.000 euro di prammatica“.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

 

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