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Logo FIGCIl vice presidente della Figc, Demetrio Albertini, ha comunicato ufficialmente che lascerà il proprio incarico al termine dei Mondiali di Brasile 2014.

Lo ha annunciato ieri durante la festa di addio al calcio del suo amico Carles Puyol, storico capitano del Barcellona. 

“Sarò ai Mondiali del Brasile come capo-delegazione della Nazionale. Poi – ha detto Albertini – lascerò ogni incarico dalla Figc. Ho già informato da tempo il presidente Abete, gli anni i Federcalcio mi hanno permesso di crescere, ora cerco altri percorsi professionali”.

Ha deciso di mollare la sua prestigiosa poltrona un personaggio che, con i suoi 43 anni, è il più giovane dirigente della Federcalcio.

Come scrive oggi il quotidiano Repubblica – in un articolo firmato da Enrico Currò – il suo addio trova le sue più probabili ragioni nella incapacità di autorigenerarsi del sistema calcio italiano, ormai avvitato su se stesso e impantanato dall’incapacità di procedere a riforme strutturali ineludibili.

Il quotidiano virgoletta una frase, captata in Catalogna, che in questo senso più chiara non potrebbe essere: “Cambiare questo sistema immobile è impossibile e io non sono uno attaccato al cadreghino”. 

Tutte le riforme prospettate in questi anni (ivi compresa quella di far giocare le squadre B della serie A in Lega Pro) si sono regolarmente impantanate. La certificazione di un fallimento annunciato.

Anche Albertini è stato costretto a cedere il passo al vecchio che avanza e che sta trascinando il calcio (l’Italia) alla deriva. 

Lui. Bel. – www.calciopress.net

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