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Sergio Mutolo

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Gambe & Pallone 6Il pauroso crac della Nazionale al Mondiale brasiliano ha innescato un terremoto quanto mai necessario per il disastrato sistema calcio italiano.

Le dimissioni in contemporanea del ct Cesare Prandelli e del presidente della Figc Giancarlo Abete scoperchiano il vaso di Pandora dei mali che da lustri affliggono il nostro mondo pallonaro.

Sta per partire una rifondazione ormai ineludibile, sia sotto il profilo organizzativo che tecnico.

Il fatto è che la Serie A si trova in una situazione di quasi sfascio. Con il 57% dei giocatori di nazionalità straniera è il secondo campionato più esterofilo in Europa, a ridosso della Premier League che occupa la prima posizione. Con il suo 27,1 l’età media delle rose, poi, è di gran lunga la più alta a livello continentale.

Le squadre Primavera sono infarcite di giovani stranieri e non danno alcun significativo contributo alla rivitalizzazione del sistema, senza che si capisca che questa passa soprattutto attraverso i vivai (leggi “Nazionale-crac e il ruolo dei vivai” e “Nazionale-crac e vivai, il modello virtuoso del Belgio).

Nelle Coppe passiamo da tracollo all’altro, che si parli di Champions o Europa League, tanto da essre scivolati in quinta posizione dietro al Portogallo nel ranking Uefa.

Un terreno coperto di macerie da sgombrare al più presto per tentare un rinnovamento che si prospetta lungo e doloroso. Sotto questo profilo la negletta Serie B è stata di gran lunga più lungimirante. Nella stagione 2013-14 sono stati 483 i giocatori italiani scesi in campo. Sul totale dei 655 schierati, la percentuale è del 73,74%. Un dato ben al di sopra della media europea (54,32%).

Un altro dato è molto interessante. Sul totale dei 655 giocatori impiegati circa un terzo, ovvero 214, sono Under 21. Di questi 151 hanno esordito in B nell’ultima stagione. I giocatori della Serie Eurobet chiamati nelle due nazionali giovanili principali, Under 20 e Under 21, sono rispettivamente 38 e 39 (con un totale di 81 e 89 presenze). Le convocazioni fra stage, amichevoli e tornei ufficiali sono state rispettivamente 151 e 201.

I gol degli Under 21 nella scorsa stagione sono stati 216 (19,65%) e l’età media del campionato è di 25,3 anni, al di sotto della media dei campionati europei (25,9).

Molto del merito va all’encomiabile attivismo di un presidente, Andrea Abodi, che ha capito per tempo che bisognava imboccare la strada delle riforme e che ha scelto dal momento del suo insediamento la strada del fare.

Una lezione da tenere bene a mente, per cercare di non commettere altri errori. Cerchiamo di guardare con occhio attento a quanto il numero uno della cadetteria è stato capace di fare all’interno della sua categoria, in un così breve arco di tempo e con così poche risorse a disposizione (leggi “Abodi, la B e il vento dolce delle riforme” e “Abodi, la Serie B e la missione giovani).

Redazioneweb – www.calciopress.net

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