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Sergio Mutolo

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Gambe con pallone 7In Italia il connubio calcio-vivai è da lustri molto più che complicato (leggi QUI, QUI e QUI), con la sola meritoria eccezione della Serie B di Andrea Abodi che sta puntando tutto sui giovani (leggi QUI e QUI).

La carente programmazione dedicata ai settori giovanili, sia a livello di club che a livello federale (nonostante il grande e meritevole attivismo di Arrigo Sacchi), rappresenta una delle maggiori criticità del mondo pallonaro italiano e uno dei motivi principali della deriva in cui è stato trascinato un sistema i cui risultati sportivi sono ormai in caduta verticale.

Sotto questo aspetto il presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi, da 23 anni alla guida della società, ha compiuto una specie di miracolo. Il numero uno del  club toscano ha portato la sua squadra in Serie A partendo da una rosa nella quale ben 15 giocatori provengono dal vivaio della società.

Ricordiamo tra gli altri Bassi, Hysaj, Michelidze, Moro Pucciarelli, Pratali Rugani, Signorelli e Tonelli (per citare alcuni tra i nomi più significativi). Un grande risultato davvero, se si pensa che il Palermo è stato promosso in serie A senza avere in rosa nemmeno uno dei ragazzi che nel 2009 vinsero con Rosario Pergolizzi il prestigioso titolo Primavera.

Non è solo un caso se alla resa dei conti la promozione dell’Empoli è stata firmata da Maccarone e Tavano, ovvero due dei tanti giovani lanciati in passato (tra gli altri ricordiamo Birindelli, Di Francesco, Gautieri e Montella tanto per citare qualche nome) che hanno deciso di tornare a casa per chiudere una brillante carriera.

Il fatto è che il lungimirante Corsi investe sui giovani la rispettabile cifra di  2 milioni di euro l’anno (ovvero il 20% del budget), contro la mediocrissima media italiana del 2-3% e una media europea del 5-6%. Una grossa mano gli è stata data dal tecnico Maurizio Sarri (che si è rivelato un grande formatore di calciatori giovani) e l’inesauribile direttore sportivo Marcello Carli (il “braccio” di tutta l’operazione).

Come ha dichiarato oggi al Corriere dello Sport, il suo modello è il Torino dell’ultimo scudetto (che aveva mezza squadra cresciuta in casa) e il suo punto di riferimento è il Mondiale Under 20 (dove si riesce a prendere un giocatore a un milione di euro per poi rivenderlo a 20). Un esempio virtuoso, quello di Corsi e del suo Empoli, che tutti dovrebbero tenere bene a mente.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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