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Il ripristino del format in Serie B (leggi “22 squadre in Serie B, il solito pasticcio all’italiana) libererà un posto in Lega Pro unica e aprirà la strada a un quarto ripescaggio.

In tre ripescate. Per il ripescaggio hanno corso in otto. La procedura ha premiato Aversa Normanna, Martina Franca e Torres. I tre club, infatti, disponevano di un impianto a norma. Questa la ragione per la quale sono state prescelte, senza rispettare la prescritta alternanza tra retrocesse dalla Lega Pro e club provenienti dalla Serie D.

In cinque escluse. Delle cinque  società escluse dal ripescaggio solo due (Correggese e Poggibonsi) hanno fatto ricorso al Consiglio di Garanzia del Coni in funzione di Alta Corte, ma si sono viste respingere l’istanza. Le altre tre (Akragas, Arzanese e Porto Tolle) hanno rinunciato a fare il ricorso, accettando il verdetto del Consiglio federale.

Nessuna delle cinque escluse ha uno stadio a norma. Adesso i giochi si riaprono. Il fatto è, a dirla tutta, che assolutamente niente è cambiato dal punto di vista procedurale. Nessuno dei cinque club in lotta per la piazza che si libererà in Lega Pro – per la risalita in B di una tra Novara, Juve Stabia e (forse) Lecce e SudTirol – si trova infatti nelle condizioni di rispettare la delibera 171/A del 25/5/14 che impone alle ripescate uno stadio a norma con i criteri infrastrutturali della terza serie unica nazionale.

E adesso come la mettiamo? L’ultima parola spetterà ovviamente il 18 agosto al primo Consiglio federale indetto dal neo presidente Carlo Tavecchio. Per il numero uno del calcio italiano un’altra brutta gatta da pelare, in quanto la scadenza per le domande di ripescaggio è già abbondantemente scadute e non è verisimile riaprirla adesso.

Pasticcio all’italiana. Il solito pasticcio all’italiana, in pieno ferragosto e proprio alle soglie dell’avvio della stagione agonistica. Al grosso problema del ripescaggio in Lega Pro unica si associa il guazzabuglio innescato dal ricorso del Novara che ha costretto il Coni a ripristinare in Serie B il format a 22 squadre (leggi QUI). Tavecchio e il Consiglio federale dovranno stabilire anche la squadra destinata a  risalire in Serie B per riequilibrare il vecchio organico. Nell’uno e nell’altro caso quali criteri deciderà di adottare la Figc, senza infilarsi in un tunnel con il rischio di innescare una nuova serie di ricorsi e controricorsi?

Nulla di nuovo sotto l’azzurro cielo italiano. Il mondo pallonaro tricolore, da troppi anni, naviga a vista.

Lu. Cian. – www.calciopress.net

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