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Sergio Mutolo

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gambe 0003Il ricorso del Novara al Consiglio di Garanzia del Coni, nel quale si chiede il ripristino del format della Serie B a 22 squadre con  il contestuale reintegro in cadetteria, è stato gestito nel peggiore dei modi possibili da vertici federali e di Lega distratti dalla contrastata elezione di Tavecchio alla presidenza della Figc.

La frittata è fatta. La patata bollente torna nelle mani del Consiglio federale, vero artefice di tutto questo caos in virtù di decisioni incerte e per niente condivisibili.

Lunedì 18 agosto la Figc, con la stagione agonistica che incombe (giorni e calendari sono stati già ufficializzati), dovrà stabilire il club destinato a ripristinare l’organico del campionato cadetto e la quarta squadra da ripescare al suo posto in Lega Pro unica.

Nulla si sa sui criteri che verranno adottati dal Consiglio federale per prendere la decisione in merito al format della Serie B guidata da un Abodi mai così incerto e ambiguo come in questa circostanza (QUI).

Ancora più caotica la situazione nella Prima Divisione Unica di Lega Pro dell’ineffabile Macalli, dove nessuno dei cinque club in sospeso per aver presentato domanda di ripescaggio è idoneo alla procedura (QUI). Senza contare che anche in Serie D dovrà essere riaperta la triste parentesi delle riammissioni.

Tutto si è svolto nel disinteresse pressocchè generale dei quotidiani sportivi nazionali, concentrati come sempre sull’abominevole caravanserraglio in cui è stata trasformata la Serie A e del tutto indifferenti a quel che resta del calcio italiano.

Il risultato di questo gigantesco pateracchio è che su 102 club professionistici ben 82 (22 di B e 60 di Lega Pro unica) sono, direttamente e/o indirettamente, in pieno marasma. Alla faccia dei tifosi, ultimo baluardo di un mondo pallonaro in disfacimento, che dovrebbero continuare a seguire come pecore belanti un calcio sempre meno intrigante e sempre più derelitto.

Ma non è certo finita qui. Anche se il buon Tavecchio cercherà di metterci una pezza a modo suo, e probabilmente ci riuscirà perché così deve essere, il tempo delle carte bollate sarà ancora lungo. In mancanza di regole e criteri certi tutti ormai si sentono autorizzati a battere le piste giudiziarie, con buona pace di un sistema di fatto precipitato nell’anarchia. 

Sergio Mutolo – www.calciopress.net  

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