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Telecamere SKY a bordo campo 1Il caso Parma potrebbe trascinare il sistema calcio italiano in una situazione drammatica.

Il fatto è che le pay tv non ci stanno. L’incredibile crac verso cui è stato trascinato il club gialloblù chiama direttamente in causa gli ufficiali pagatori del sistema pallonaro tricolore, ovvero le televisioni a pagamento.

Sky e Mediaset, versando cospicui diritti tv, tengono praticamenti in piedi un baraccone che non ha altri rilevanti introiti.

Ecco così che Sky rompe gli indugi e, con una lettera firmata da Jacques Raynaud, vicepresidente esecutivo di Sport Channels di Sky Italia e indirizzata alla Lega di serie A, chiede con toni perentori ai club “voler quantomeno spiegare cosa intendete fare adesso per fronteggiare con efficacia la situazione e per garantire che il campionato veda almeno lo svolgersi di tutte le partite previste dal calendario”.

In buona sostanza questo significa che “noi abbiamo pagato e adesso fate giocare il Parma”.

Sky sottolinea di aver versato anche “la quinta rata” del corrispettivo per la stagione in corso ed esige che il Parma scenda in campo.


“Non possiamo non manifestare la nostra grave e crescente preoccupazione per quanto sta accadendo al Parma – si legge nella lettera  – e di conseguenza all’intero campionato, che ha già perso la sua regolarità e che rischia di essere privato definitivamente di una sua parte rilevante e di un club prestigioso“.


A convincere i club a tassarsi e trovare i 5 milioni di euro necessari per consentire al Parma di scendere regolarmente in campo fino al termine del campionato di serie A (sarà decisiva in questo senso la decisione dell’ssemblea di Lega in programma oggi), potrebbe essere anche il timore di una verisimile richiesta di risarcimento danni delle tv (pay) nel caso in cui il Parma si ritirasse dal torneo.


Sky e Mediaset potrebbero chiedere alla Lega da 30 ai 50 milioni di risarcimento. Gli abbonati potrebbero rivalersi a loro volta con Sky.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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