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Pallone e guanti_____00004L’Associazione Italiana Calciatori è molto preoccupata per la crisi in cui sta sprofondando il sistema calcio italiano, che mette a rischio gli stipendi di decine di tesserati.

A questo scopo il 9 marzo è stata fissata un’Assemblea per discutere sul da farsi in materia, senza limitarsi al solo crac del Parma (leggi QUI).

Nel frattempo il presidente AIC, Damiano Tommasi, ha voluto replicare alle parole del presidente della Lega Pro che aveva invitato i calciatori a “vergognarsi per i 15 minuti di ritardo” e “autotassarsi per consentire al Parma di giocare le partite”.

“Quanto ha detto oggi Macalli, in qualità di vicepresidente federale, credo che non sia un bel messaggio. In questo momento mi riesce difficile commentare delle frasi qualunquiste assolutamente inadeguate per le soluzioni che si stanno prospettando”, spiega Tommasi.

Il numero uno dell’Assocalciatori prosegue: “Da appassionato di calcio, sportivo e tifoso sono davvero preoccupato nel sentire certe dichiarazioni: un vicepresidente federale dovrebbe cercare di trovare soluzioni valide, non lasciarsi andare a demagogici discorsi da bar”.

Riguardo alle accuse di Macalli ai calciatori di serie A di non partecipare al fondo di garanzia, al quale aderiscono i loro colleghi di B e Lega Pro, Tommasi chiarisce: “Macalli sa perfettamente che da anni chiediamo alle società di Serie A di inserire nell’accordo collettivo, come è stato fatto per la B e la Lega Pro, la possibilità di trattenere lo 0,5% dei contratti dei calciatori da destinare al fondo di solidarietà, ma non ce lo permettono”.

Conclude il presidente dell’Aic: “Macalli si chieda piuttosto come sia stato permesso al Monza, che è nelle medesime condizioni del Parma, di fare mercato a gennaio, con l’avvallo della Lega Pro, quando ben 15 calciatori si sono svincolati in quanto non pagati dall’inizio della stagione”.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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