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Pallone-ufficiale-Lega-PROLa Lega Pro è sempre più nell’occhio del ciclone. Anello debole di un sistema calcio che sta marcendo dalle sue fondamenta (il caso Parma docet), paga ogni anno il pegno di bilanci asfittici che non reggono il peso dei costi di una categoria assimilabile alla Serie B per l’entità delle spese.

Mancano risorse compatibili rispetto al numero di club che ogni anno vengono ammessi al campionato di competenza in virtù di un pletorico format federale. Un dato di fatto che comporta deferimenti e penalizzazioni a pioggia.

Nel corso di questa stagione già il 10% dei club sono stati rinviati a giudizio davanti al TFN su impulso della Covisoc (QUI).

Una situazione cronica, alla quale nessuno ha mai davvero messo mano con il piglio che sarebbe stato doveroso. L’esito nefasto di questo stato di cose è stata la scomparsa di un numero altissimo di club, cancellate dai tabulati della Figc. Un tributo di sangue pagato soprattutto dai tifosi, che si sono visti scippare le maglie.


A questo proposito proponiamo ai lettori di Calciopress una disamina del presidente del Prato, Paolo Toccafondi. Si tratta di uno dei più streni critici della governance Macalli.

In un documento del 17/2/2015, pubblicato in esclusiva dal sito tuttolegapro.com (che potete leggere integralmente QUI), il numero uno del club toscano ha voluto fare il punto sullo stato della Lega Pro nell’era Macalli.

Riportiamo uno stralcio del documento, dal quale risulta che ben 54 sono i club cancellati dai ruoli federali durante l’era Macalli. Un dato numerico che dovrebbe portare a riflessioni profonde sul da farsi, con l’urgenza che il caso richiede.

 “Tornando invece alla storia della nostra Lega (di cui la mia società e la mia famiglia sono diretti testimoni avendo partecipato agli ultimi 36 campionati), faccio presente come le società professionistiche siano passate da 90 a 60 con l’ultima riforma iniziata tre anni fa, avallata dalle società con la prospettiva della governance di incrementare ulteriormente i ricavi, allora conteggiabili in circa 45 Milioni, ridotti oggi invece a 30/35 Milioni. Facendo un breve sunto del sistema gestito, negli ultimi 18 anni, dal nostro Presidente ed abbinando le prospettive del programma di Lotito, il risultato nel giro di poco tempo sarà che Macalli avrà certificato la scomparsa, totale, di 54 realtà professionistiche, tutto questo passando negli anni attraverso 108 fallimenti (nel 70/80% dei casi si tratta di società appartenenti alla Lega Pro e non retrocesse dalla Serie B), circa 100/150 cambi di proprietà (che non sono altro che fallimenti mascherati di famiglie non più in grado ripianare i debiti delle loro società) e, sbagliando per difetto, più di 1.500 milioni di euro, necessari alle proprietà per ripianare i deficit dei loro bilanci”.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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