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Pallone sgonfio modernaIl crac del Parma è arrivato a un punto di non ritorno.

L’attuale presidente del club gialloblù, Giampietro Manenti, è stato preso in custodia dalla Gdf per reimpiego di capitali illeciti.

L’ordine di arresto, partito dalla Procura di Roma, non riguarda un’inchiesta connessa alla società emiliana ma alla persona che ne guida attualmente le sorti.

Come osserva Repubblica.it, “l’operazione odierna della Finanza ha messo definitivamente a nudo il sistema calcio. 
In Italia chiunque, anche un qualsiasi mitomane che voglia diventare presidente per un giorno o un mese, può comprare gratis una squadra di calcio in difficoltà offrendo come uniche garanzie una montagna di favole”.

La notizia del fermo di Manenti è arrivata a Collecchio, dove la squadra stava svolgendo l’allenamento mattutino, come un fulmine a ciel sereno

Portavoce del disagio che stanno vivendo i giocatori è stato il capitano Alessandro Lucarelli: “Non ho niente da dire. Non mi sento di fare nessuna dichiarazione se non che ogni giorno prendiamo bastonate in faccia. E parlo della città, della tifoseria e della squadra”.

Molto chiaro il suo punto di vista: “Mi auguro che prima o poi tutto questo finisca perché non ne possiamo più. Sta diventando una farsa. E lo dico con tristezza, perché è tutto uno schifo”.

Torna in ballo anche la partecipazione del Parma al campionato? Il club ha ripreso a giocare due domeniche fa contro l’Atalanta, per essere poi sconfitto sonoramente a Reggio Emilia dal Sassuolo.

Domenica al Tardini è atteso il Torino ma l’arresto di Manenti apre nuovi dubbi sulla possibilità di organizzare la gara, nonostante Lega Calcio e Figc abbiano garantito 5 milioni di euro per consentire alla società di concludere la stagione (
QUI) e Sky chieda alla stessa Lega Serie A di assicurare la stagione dei palinsesti tv (QUI).

E’ arrivato il momento per chi ha il dovere istituzionale di farlo (la Figc di Tavecchio e, in subordine, il Coni di Malagò) di intervenire per mettere fine a una farsa che sta gettando una luce sinistra su quel che resta del calcio italiano. Senza aspettare che i nodi siano sciolti come al solito dal Tribunale Fallimentare, la cui decisione è attesa per domani.


Presto che è tardi. La pazienza dei tifosi ha superato ogni limite. Ognuno si assuma, una volta per  tutte, le proprie responsabilità. E si decida, infine, a decidere ciò che deve essere deciso.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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