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Sergio Mutolo

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Lega Pro 2015-16, quale sarà il format di partenza?

Giorni drammatici per la Lega Pro che assomiglia sempre più un cantiere aperto, del quale non si riesce a prevedere la chiusura. Con quale format partirà la terza serie nazionale il 6 settembre? Una domanda alla quale nessuno, oggi, è in grado di dare una risposta plausibile. Si può solo procedere per ipotesi.

– Il ciclone calcioscommesse. Il Consiglio Federale ha escluso dal Campionato di Prima Divisione Unica 9 club su 60, riducendo a 51 la pattuglia di iscritte alla stagione 2015-2016. Ora si è abbattuto sulla Lega Pro il ciclone calcioscommesse. Lo scandalo delle partite truccate interessa da vicino tre società già ammesse dalla Figc alla terza serie nazionale (Savona, Torres e Vigor Lamezia). La Procura Federale contesta la responsabilità diretta e, dunque, i tre club sono in odore di retrocessione. Un’evenienza che, se confermata dalla sentenza di primo grado del Tribunale Federale Nazionale (TFN) attesa prima di Ferragosto, taglierebbe il format di Lega Pro di altre tre unità. Le iscritte scenderebbero a questo punto a 48.

– Il Parma libera un altro posto.  In realtà il saldo negativo sarebbe già di 47. Un club di Prima Divisione (il Brescia?) verrà riammesso in B al posto del Parma, che ripartirà dalla Serie D.

– Catania e Teramo hanno un problema. La baraonda non finisce qui. La responsabilità diretta viene contestata anche al Catania e al Teramo, due club di B pure indiziati di retrocessione. Una circostanza che, con la catena delle riammissioni, farebbe scendere a 45 il numero di club aventi diritto alla Lega Pro.

– Il format federale può essere modificato? Il fatto è che il format federale, riconfermato a più riprese dalla Figc e dalla Lega di Firenze,  prevede tre gironi da 20 squadre ciascuno. All’appello ne mancherebbero così addirittura 15. Sarebbe un obbrobrio sotto il profilo giuridico.

– E i club ai quali si contesta la responsabilità oggettiva? Tutto bene (anzi male), a condizione però che la Giustizia sportiva non decida di usare una mano più pesante del previsto. Ci sono club ai quali viene contestata la sola responsabilità oggettiva che, per la qualità e/o la numerosità dei deferimenti, potrebbero non cavarsela con una semplice penalizzazione. A meno che non si voglia salvare capra e cavoli, per tenere a galla più squadre che si può e contenere la carneficina passando sopra le regole del diritto (un metodo al quale la Figc è ricorsa in passato).

– Lega Pro tra ripescaggi e riammissioni. La stagione delle riammissioni e dei ripescaggi, quest’anno, sarà dunque molto più indaginosa del solito e coinvolgerà a cascata anche la Serie D.  La data di inizio dei campionati sarà messa seriamente a repentaglio, se le cose non saranno gestite al meglio senza combinare pastrocchi che innescherebbero una serie infinita di ricorsi e controricorsi.

– La questione fondo perduto. C’è però un’ultima e non secondaria questione, che riguarda il fondo perduto. Parliamo dei 500.000 euro di contributo straordinario a favore della Figc richiesti per presentare la domanda di ripescaggio, la cui scadenza è fissata per il 27 luglio (meno di quattro giorni). Calciopress monitora in tempo reale i ripescaggi (QUI) che, proprio a causa del fondo perduto, potrebbero tradursi in un pauroso flop. Le retrocesse dalla Lega Pro seguiranno verisimilmente la via delle riammissioni e sarebbe illogico se facessero il contrario. Quelle di Serie D non ci stanno proprio a versare il fondo perduto, perchè si svenerebbero per autocondannarsi a una stagione tribolata in Lega Pro.

– Come finirà? Si partirà con tre gironi monchi? Si anticiperà la riforma, tradendo la  normativa federale? Il format federale dovrà essere comunque ripristinato?  Si deciderà di abbandonare all’ultimo tuffo la bislacca idea di chiedere il (discutibile) contributo straordinario? La speranza è che prevalga il buon senso, ma sarà davvero così?

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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