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Sergio Mutolo

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Lega Pro 2015-16, quale sarà il format di partenza?

Entro le 19 di lunedì 27 luglio dovranno essere presentate le domande di ripescaggio in Prima Divisione Unica di Lega Pro. Calciopress sta monitorando da giorni, in tempo reale, l’evolversi della procedura.

Non sembra che saranno molti i club di terza serie e soprattutto di Serie D interessati a partecipare. Il fatto che ci sia un week end di mezzo non faciliterà certo le cose. Salvo prova contraria, potrebbe essere un flop annunciato. Per farvi un’idea sullo stato dell’arte leggete QUI la situazione “in fieri.

Nel frattempo, tra esclusioni e calcioscommesse, la Lega di Firenze si prepara a vivere l’ennesima ecatombe della sua lunga storia. Le perdite quest’anno saranno più consistenti del solito. Incideranno in modo decisivo, comunque vada a finire, sul futuro di una categoria ormai ripiegata su se stessa.

Non a caso il presidente della Figc Tavecchio parla, con sempre maggiore insistenza, di tornare a chiamarla Serie C. Una circostanza che riporterebbe la Lega Pro con i piedi per terra e indietro di molti lustri, seppure con grande ritardo rispetto alle troppe ubriacature tollerate negli anni scorsi senza battere ciglio.

Durante il mese di agosto, in terza serie, si  parlerà di riammissioni piuttosto che di ripescaggi. La Giustizia federale potrebbe assestare alla Prima Divisione Unica il colpo finale. Soprattutto se il TFN e la Corte Federale decideranno di usare la mano pesante senza guardare in faccia nessuno ma, semplicemente, applicando le norme alla lettera.

La Lega Pro potrebbe iniziare il campionato 2015-16 con gironi monchi e con un format drasticamente ridimensionato (leggiLega Pro, smantellato il format federale a 60 squadre?”).

Solo colpa del fondo perduto che ostacola le domande di ripescaggio (se così fosse basterebbe sopprimerlo in occasione del Consiglio federale del 4 agosto)? O non anche dell’assenza di mission che da tempo immemorabile penalizza la terza e la quarta divisione nazionale, pletoriche oltre ogni ragionevole decenza?

Eludere l’obbligo del format a 60, più volte ribadito a livello federale e di lega, non è tuttavia un segnale di lungimiranza. Il mancato rispetto delle regole in corso di partita non è mai una buona cosa, nel gioco del calcio.

Non dovrebbe essere mai possibile nè consentito. Non foss’altro che per dare credibilità e autorevolezza a istituzioni che ne hanno davvero un grande bisogno.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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