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Sergio Mutolo

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Pallone Ufficiale NazionaleLe sentenze di primo grado emesse dal Tribunale Federale Nazionale relative al primo filone dell’inchiesta Dirty Soccer, sono solo il punto di partenza nello scandalo del calcioscommesse che ha scosso il calcio minore italiano in un’estate mai tanto calda per i bistrattati tifosi.

Molti club sperano, a vario titolo, in una ribaltamento delle decisioni nei processi di secondo grado. In modo diretto e/o indiretto, sono interessati all’esito finale della vicenda almeno in undici. Si tratta di Catania, Teramo, Savona, Virtus Entella, Ascoli, Forlì, Gubbio, Torres, Vigor Lamezia, Messina e Pro Patria. 

Per questa ragione sono stati presentati numerosi ricorsi avanti alla Corte Federale di Appello, che rappresenta il secondo grado di giudizio (QUI). Esiste infine un terzo e ultimo grado di giudizio in grado di cambiare le carte in tavola, anche a tornei in corso.

Le decisioni della Corte Federale d’Appello dovranno comunque arrivare non oltre venerdì 28, ovvero tra quattro giorni, considerato che il 30 agosto cade di domenica e che lunedì 31 agosto è in programma il Consiglio federale all’Expo di Milano.

Nel frattempo il commissario della Lega Pro, Tommaso Miele, ha comunicato che i calendari della Prima Divisione saranno stilati giovedì 27 agosto (vale a dire in una data anteriore rispetto a quella prevista per le decisioni della Corte d’Appello) e che il campionato avrà inizio il 6 settembre.

Il rebus calcioscommesse si interseca con quello dei ripescaggi. Oggi scade il termine per la presentazione delle domande in Lega Pro. Anche se la procedura dovrebbe riguardare la riammissione di un solo club al posto del rinunciatario Castiglione, le cose non stanno esattamente così (“Ripescaggi in Lega Pro, chi ci prova oggi?“).

Alcune società di Serie D depositeranno oggi la domanda, sperando in un ripristino del format di Prima Divisione a 60 squadre. Si confida sul caso Novara che, lo scorso anno, ha fatto giurisprudenza in materia (“Lega Pro, ripescaggi, format a 56 e caso Novara“).

Il tempo stringe. Chi ne il ruolo istituzionale dovrebbe decidersi a decidere. Il calcio giocato incombe. Presto, che è tardi.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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