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Gambe e scarpetteNel paranoico calcio minore accade di tutto e di più. Dopo la lunga estate calda che ha sancito la riduzione della Prima Divisione Unica di Lega Pro da 60 a 54 squadre e l’incremento a 171 club di una serie D già pletorica, pensavamo di averne viste abbastanza.

Fatto sta che, nel convulso mondo pallonaro italiano, non è mai detta l’ultima parola.

Accade infatti che due squadre, la Lupa Castelli Romani  e il Rieti (l’una di terza e l’altra di quarta serie nazionale), utilizzino lo stesso campo di gioco (nel caso particolare lo “Scopigno”, guarda caso di Rieti). E fin qui nulla di male. Si fa per dire…

Accade però che i calendari di Lega Pro e Serie D facciano coincidere data e orari delle partite che si giocheranno nell’impianto laziale. Domenica allo Scopigno vengono messe in calendario, con lo stesso orario di inizio, Lupa Castelli Romani-Benevento e Rieti-Torres.

Dopo una trattativa che ha coinvolto quattro club e due Leghe (quella di Firenze e la LND) si decide che sarà la Lupa Castelli Romani a  giocare domenica alle 15 la sua gara, quella contro il Benevento, allo stadio Scopigno di Rieti (scelto come campo per le gare interne).

La Lega Pro non ha concesso spostamenti. La Torres non ha accettato l’anticipo al sabato. Così il Rieti sarà costretto a giocare la sua prima gara interna della stagione sul campo di Ostia, vale a dire a 120 km di distanza dalla sua sede.

Tutto alla faccia dei tifosi. Poi ci si lamenta se gli stadi sono sempre più vuoti.

Lui. Bel. – www.calciopress.net

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