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Sergio Mutolo

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Guanti portierePer Gabriele Gravina si avvicina (sempre più pericolosamente) il momento della verità. Il presidente della Lega Pro, che ha dimostrato di voler dare un indirizzo innovativo alla governance della categoria, si troverà tra non molto a fare i conti con l’annoso rebus del format della terza serie nazionale.

Nonostante le oggettive criticità, davvero Gravina ha intenzione di tornare a una Serie C con 60 squadre (“Gravina, Lega Pro a 60 una chimera?“) come più volte ha detto dopo il suo insediamento?

Vale forse la pena riflettere sul fatto che la riforma Macalli, al termine nel campionato 2014-15, scivolò proprio sulla buccia di banana del format. I club ammessi  nella Prima Divisione della Lega Pro Unica furono infatti ridotti dalla Figc a 54, contro i 60 previsti dall’organico.

Neppure i ripescaggi riuscirono a tappare i buchi. L’onerosità della procedura finì per scoraggiare presidenti non più disposti a svuotare le casse societarie in vista di un obiettivo aleatorio come l’iscrizione al torneo di terza serie nazionale.

La riduzione del format sancita dalla Figc scatenò una serie di ricorsi e controricorsi, in una guerra di tutti contro tutti, che si è esaurita solo alcune settimane fa dopo gli ultimi tardivi pronunciamenti. Un rischio che Gravina non dovrebbe assolutamente correre.

La solidità dei club iscritti in terza serie nazionale dovrà essere certificata da un Sistema delle Licenze Nazionali a maglie molto più strette che in passato. Non ci dovranno essere varchi attraverso i quali far passare società decotte con il solo scopo di pareggiare i conti con il format federale.

Una categoria professionistica, la terza del calcio italiano, “deve” giocoforza possedere requisiti inderogabili. Gravina, per evitare la trappola del format, ha il difficile compito di cercare in tempo utile soluzioni certe e condivise su un aspetto propedeutico a tutti gli altri (gravissimi) problemi accumulati nel tempo.

Un approccio realistico della nuova governance di Lega Pro con le Licenze Nazionali sarà il primo vero banco di prova per il presidente della Lega di Firenze che, con il suo omologo della Lega Serie B Andrea Abodi, ha ribadito che il tempo per un cambio di rotta nel calcio italiano sta per scadere (“Riforma dei campionati, verso un accordo tra Abodi e Gravina?“).

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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