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Guanti portiereIl campionato di Lega Pro è finalmente arrivato al nastro di partenza. Al via una folla di 60 squadre, decisamente troppe per una terza serie espressiva di un sistema calcio italiano da lustri in preda a un inarrestabile declino tecnico-economico.

Un’inutile pletora, che potrebbe rallentare/ostacolare i doverosi controlli sulla sanità dei bilanci. Oltre che impedire la copertura mediatica alla base di una corretta informazione, fondamentale per la diffusione e la tutela di qualsivoglia prodotto.

Il presidente Gabriele Gravina ha voluto testardamente ripristinare il format federale. Il totale dei club professionistici è lievitato a quota 102, un numero insostenibile in rapporto alle risorse oggettivamente disponibili (QUI).

Ciò è stato reso possibile grazie all’ennesimo ricorso alla (sleale) procedura dei ripescaggi, che sono stati adirittura 12. In soldoni, più della metà di uno dei tre gironi non ha acquisito sul campo il dirittto di giocare il torneo di Prima Divisione. Un obbrobrio sotto il profilo sportivo.

L’atrmosfera più o meno gioiosa di inizio campionato non consente di mettere il silenziatore alle inconfutabili criticità dalle quali è afflitta la Lega di Firenze, ormai universalmente note e sostenute da una serie di dati statistici incontrovertibili.

Cionondimeno intendiamo schierarci ancora una volta a favore dei tifosi che del sistema sono l’architrave, segnalando alcune scelte di Gravina che riteniamo condivisibili e che potrebbero incrementare le presenze di spettatori negli stadi desolatamente vuoti della terza serie nazionale.

In particolare troviamo molto sensata la decisione di tornare a giocare prevalentemente il sabato e la domenica, in fasce orarie prestabilite e conformi all’andamento stagionale. Un’opzione che potrebbe incrementare il numero di abbonati e, abbinata alla vendita dei biglietti on line, favorire l’afflusso dei tifosi in tribuna.

Per seguire da vicino le dinamiche di una categoria che riteniamo il laboratorio delle riforme di cui il calcio italiano ha vitale bisogno e per tenere alto il livello di attenzione, Calciopress ha deciso di seguire da vicino i venti club iscritti al girone A.

Uno spaccato della terza serie nazionale, rappresentativo e altamente significativo, che ci permetterà di squarciare i veli che si frappongono a quel decollo che è certamente nelle intenzioni del presidente Gravina. 

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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