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Gambe e scarpetteRiportiamo l’assurdo e inutile spezzatino in cui è stata trasformata la 4a giornata del campionato di Lega Pro. Le partite si giocano in quattro orari diversi (alcuni oggettivamente impraticabili per la gente comune), in un giorno feriale e lavorativo (leggi: “Calcio, Lega Pro e il bello della domenica“).

Ore 14.30: Olbia-Pro Piacenza;
Ore 16.30
: Racing Roma-Renate;
Ore 18.30: Alessandria-Arezzo,  Carrarese-Prato, Como-Livorno, Cremonese-Giana Erminio, Robur Siena-Lupa Roma, Piacenza-Viterbese;
Ore 20.30: Pistoiese-Pontedera, Tuttocuoio-Lucchese.

È così che si pensa di riempire gli stadi? È con questo tipo di scelte che si intende riportare i tifosi a vedere le partite dal vivo? Quale valore aggiunto rappresenta, per un campionato da ricostruire come la terza serie, un calendario così assurdo? Cui prodest, viste le medie spettatori delle prime tre giornate (leggete QUI)? 

Una volta alla settimana il tifoso fugge dalla sua casa e va allo stadio. Quando la partita si conclude il sole se ne va e se ne va anche il tifoso. Scende l’ombra sullo stadio che si svuota. Il tifoso si allontana, si sparpaglia, si perde, e la domenica è malinconica come un mercoledì delle ceneri dopo la morte del carnevale” 
(Eduardo Galeano, “Splendori e miserie del gioco del calcio”)

Redazioneweb – www.calciopress.net

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