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Sergio Mutolo

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Telecamere Sky a bordo campoQuando un dirigente calcistico molto preparato e lungimirante come Gabriele Gravina decide di assumere la carica di presidente della Lega Pro, è fin troppo palese che sa benissimo in che razza di ginepraio si sta andando a cacciare.

La terza serie è da lustri afflitta da una serie di irrisolte criticità, che la rendono una categoria molto complicata all’interno del già molto complicato sistema calcistico italiano.

Va dato atto alla nuova governance di essersi rimboccata le maniche per provare a cambiare lo stato delle cose battendo tutte le strade, possibili e non.

Nel brevissimo arco di tempo intercorso dal suo insediamento, e grazie a una meritoria serie di innovazioni condivisibili, Gravina ha certamente cambiato faccia alla Prima Divisione (“Gravina, come si cambia la Lega Pro in sette mesi“).

Il documento programmatico allegato al rinnovo della candidatura, poi, è davvero eccellente per contenuti e obiettivi (“Gravina, come rifondare la Lega Pro in dieci mosse“).

Un progetto articolato che traccia una mission univoca in grado di coagulare i club attorno a un obiettivo sostenibile, che metta fine alla deleteria abitudine di zappare i propri angusti orticelli.

Sulla base di queste riflessioni non ci è affatto chiara la ragione per la quale Gravina sia caduto nella trappola dello “spezzatino” (dopo aver inciampato, secondo noi, anche in quella del  ripristino del format a 60).

Come abbiamo scritto altrove (QUI) lo spezzettamento della giornata è sempre indecoroso e del tutto improduttivo in termini di di crescita dell’appeal verso una categoria mediaticamente negletta. Lo è ancora di più quando si pretende, come nel quarto turno, di far giocare ai club un turno feriale spalmato su quattro orari diversi.

È con questo tipo di scelte che si pensa di riportare il tifoso al centro del sistema? Questa è la domanda.  

Una volta alla settimana il tifoso fugge dalla sua casa e va allo stadio. Quando la partita si conclude il sole se ne va e se ne va anche il tifoso. Scende l’ombra sullo stadio che si svuota. Il tifoso si allontana, si sparpaglia, si perde, e la domenica è malinconica come un mercoledì delle ceneri dopo la morte del carnevale” 

Eduardo Galeano
“Splendori e miserie del gioco del calcio”

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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