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Sergio Mutolo

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Hellas Verona - Tifosi scaligeriNonostante tutto il calcio resiste. Dalla serie A alla serie B passando per la Lega Pro, milioni di tifosi sono ancora affascinati dalla magia del pallone. Il calcio resta, sempre e comunque, lo sport più amato dagli italiani. A questo proposito riproponiamo una riflessione postata il 2 aprile 2010 su Calciopress (“Calcio, così si cattura il cuore degli italiani”).

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In Italia il calcio è diventato una sorta di  tormentone. A ogni inizio di stagione è dato (quasi) per morto. E invece riesce a risorgere dalle sue ceneri come l’Araba Fenice, anche se non fa che lasciarsi alle spalle lutti e macerie. Una vera vergogna, se solo si prova a passare in rassegna l’elenco dei disastri che è stato in grado di combinare in tutti questi anni. 

Le cause di questo sfascio sempre più incombente? Si è già scritto all’infinito sull’argomento e non sembra il caso di ritornarci. Nessuno è riuscito comunque a eliminarle, per quanto siano chiare nella loro solare evidenza. 

Eppure, nonostante gli scandali e la disaffezione della gente che alla lunga ha smesso di riempire gli stadi, il calcio resiste. Rimane ancora, senza dubbio alcuno, lo sport più seguito e amato dagli italiani. Una stella polare per milioni di tifosi, in grado di riempire paginate e paginate di cronaca. E non parliamo certo delle notizie di nera, cui spesso viene dato anche fin troppo risalto. Il calcio ha quattro quotidiani sportivi dedicati, ma lo spazio che occupa nelle testate generaliste di grande prestigio è un dato di fatto. 

Cercare di spiegare il successo di questo sport significa riuscire a penetrare il rapporto che lega il tifoso al calcio e, in particolare, alla sua squadra del cuore. Un compito improbo, per gli addetti ai lavori. Quasi quanto per un docente mettere in testa a uno studente mediamente dotato la teoria della relatività.  

Perché si torna ogni volta a essere catturati dalla magia del football, accada quel che accada? A essere trascinati dalla spinta irrefrenabile di andare a vedere cosa stanno combinando sul campo le maglie che da una vita ci portiamo dentro al cuore? Quei colori che non si cambieranno mai nel corso della nostra intera esistenza come invece accade, sempre più di frequente, con tutto quanto di altro capita di confrontarsi? 

Spiegare a chi è estraneo a questa consapevole follia quale sia il fil rouge che riesce a tenere legati tanti milioni di appassionati a uno sport ritenuto ormai contaminato dal business e ciclicamente travolto dagli scandali più atroci, rimane un’impresa titanica.  

E però non servono improbabili manifesti, per arrivare al nocciolo del problema. Né prolisse tavole rotonde. Nè complesse analisi socio-esistenziali. Il fatto che il calcio venga dato ogni anno per spacciato ma riesca sempre a sopravvivere ai suoi stessi madornali errori, ha una ragione molto semplice. L’amore, probabilmente. Perché, come diceva Virgilio, “omnia vincit amor”.  

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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