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Pallone Ufficiale NazionaleDal prossimo anno la Prima Divisione Unica di Lega Pro tornerà a essere la vecchia C. Una cosa bella a prescindere, per quanti da una vita amano e seguono le altalenanti vicende della terza serie nazionale.

Ovviamente non saranno rose e fiori. La crisi morde. Si certificano le prime avvisaglie dell’ecatombe che, con precisione svizzera, si registra da lustri al momento dell’iscrizione.

A tal proposito si deve già registrare una defezione a valere nella stagione 2017-2018. Il Latina, appena retrocesso dalla cadetteria, è stato cancellato dal panorama professionistico italiano. Il format della nuova C è così sceso da 60 a 59 club. Solo la punta dell’iceberg, ovviamente.

Un’interessante intervista rilasciata dal presidente Gabriele Gravina al sito web ItaSportPress (potete leggerla integralmente QUI) affonda il dito nella piaga. Disegna un futuro grigio per la terza serie nazionale, e non solo.

I rischi che incombono sulla Lega Pro con la riforma della mutualità sono pesanti, spiega Gravina, ma anche la B è messa male: “Non è la sola Serie C a rischiare, visto che anche la Serie B soffre considerando che tre società retrocesse dal campionato cadetto sono fallite nella passata stagione. Tra l’altro consideriamo che c’è in atto un nuovo fallimento che riguarda un club di B mentre già si discute se quelle retrocesse potranno iscriversi o meno”.

“Stesso discorso per chi retrocede dalla A che, a prescindere dal paracadute, fa fatica. Se anche nel massimo campionato vi sono disavanzi di bilancio, vuol dire che c’è un problema serio alla base”, prosegue il numero uno della Lega Pro.

L’invito di Gravina è fare sistema: “Allora la nostra proposta è, ragioniamo con la logica di sistema, una logica di progettualità comune e forse le soluzioni le troveremo insieme. Se qualcuno pensa di essere più forte perché ha le risorse e non pensa alla redistribuzione delle stesse, corre il rischio di vivere il paradigma della ricchezza. Quindi potrà arricchirsi ma poi non si riuscirà a distribuire i soldi a tutti”.

Abbracciamo in toto questo tipo di logica. Si tratta dell’unica soluzione possibile. Da sempre l’unione fa la forza. Ancora di più in questi anni bui, nei quali si registrano perdite in tutti i settori, il rischio per gli anelli più deboli dalla catena professionistica del calcio italiano è altissimo.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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