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Il Consiglio Federale ha ufficializzato oggi l’organico del campionato di Serie C per la stagione 2017-18 (QUI il dettaglio della situazione).

Nonostante il presidente Gravina continui a spargere ottimismo la situazione è oggettivamente critica, come avviene ormai da troppi lustri in terza serie nazionale quando arriva il termine di scadenza delle iscrizioni.

Quest’anno, in prima battuta, sono state ammesse 50 società sulle 60 aventi diritto. Cinque club sono definitivamente saltati, portando il saldo effettivo a 55. Altri cinque sono stati temporaneamente esclusi e sono stati ammessi oggi dal Consiglio federale.

Delle cinque non ammesse, solo il Latina proviene dalla serie B. Il Como è fallito dopo aver giocato un intero campionato in carenza di affiliazione alla Figc (arrivando anche ai playoff). Il Messina ha attraversato il torneo senza neppure la fideiussione. I tifosi e i giocatori della Maceratese e del Mantova hanno vissuto una stagione che definire tribolata è un eufemismo.

A questo quadro già abbastanza fosco si aggiunge il fatto che i club ammessi in seconda istanza (Akragas, Arezzo, Fidelis Andria, Juve Stabia e Modenapartiranno con punti di penalizzazione.

La situazione di altre squadre, poi, resta precaria (“Lega Pro, tifosi o canne al vento?“). 

Il Fondi, lasciato dall’Unicusano che ha preferito traslocare a Terni e poi salvato dal Racing Roma, ancora non sa se verrà sacrificato in favore del Latina. Fatto sta che, in terra pontina, il calcio ha un futuro tutto da decifrare. La Pistoiese, al momento in cui scriviamo, è in pre-ritiro con un organico ridotto ad appena cinque giocatori. La Viterbese esiste solo sulla carta e, nel frattempo, più di metà della rosa si è accasata altrove. Il club gialloblù dovrà giocare il primo turno della Tim Cup il 30 luglio (vale a dire tra dieci giorni). Solo oggi e non essendosi concretizzata la ventilata cessione societaria, il patron Piero Camilli ha comunicato che si farà carico per senso di responsabilità di tutti gli adempimenti. Ma il club resta in vendita. 

Limitandoci a questi casi paradigmatici, e tralasciandone molti altri, vorremmo capire meglio la posizione di Gravina. Considerato che, anche stavolta come da molti lustri a questa parte, si dovrà ricorrere all’abominevole procedura dei ripescaggi per tappare i tanti buchi e mantenere l’abnorme format a 60.

Altri nodi potrebbero venire al pettine, si pensi alla vicenda che sta coinvolgendo direttamente il presidente del Prato e sulla quale aleggia l’incubo del calcioscommesse, ma la regolarità del prossimo campionato sembra compromessa fin da subito.

Possibile che si continui a non vedere come stanno effettivamente le cose e si tiri avanti vivacchiando immersi in una sorta di (ir)reality show, senza provare a cambiare radicalmente?

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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