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La crisi che attraversa il calcio italiano è profonda e lacerante. Non solo dal punto di vista economico, ma anche tecnico.

La prova definitiva di questo assioma, tra le tante, è la vergognosa dissoluzione della Nazionale di Ventura, esclusa  dal Mondiale per la seconda volta nella sua storia. La punta dell’iceberg di un movimento alla deriva, al quale occorre  una radicale rifondazione.

In molti, per cercare di spiegare la disfatta azzurra, stanno puntando il dita sul problema degli stranieri. Un dato che accomuna il calcio di mezza Europa, ma è deflagrante in una serie A popolata da bidoni provenienti da qualsiasi latitudine purchè non italiani.

Un fenomeno trasversale che passa attraverso la serie A, la B, la C. Anche le categorie non professionistiche (la D e la stessa Eccellenza) fanno la loro parte. Il fenomeno non risparmia il settore giovanile e, per scoprirlo, basta scorrere sull’almanacco della Panini le rose delle squadre Primavera in serie A.

Si tratta di dati perfettamente noti al presidente della Figc, Carlo Tavecchio. Guai però a parlargli di dimissioni, parola scomparsa dal vocabolario di quasi tutti gli italiani che contano. Dopo la Caporetto di San Siro, non ci attendiamo passi indietro da quella parte.

Il fatto è che i vivai del calcio italiano, la vera risorsa alla quale una Nazionale dovrebbe attingere in un mondo ormai popolato da giocatori stranieri, sono ormai inariditi.

Non basterà dunque rafforzare il settore tecnico, come sarà fatto esonerando Ventura. Bisognerà ricostruire il settore giovanile e incentivare la crescita di “talentini” di cittadinanza italiana. Ciò comporterà un coinvolgimento diretto anche dei club, che dovranno essere obbligati dalla Figc a rivedere la loro politica in termini di stranieri e di settori giovanili.

Per rifondare il calcio italiano dove troverà il presidente Tavecchio il coraggio di mettersi, da subito, contro gli interessi delle società per pilotare una riforma che tuteli gli interessi generali del calcio italiano a prescindere dall’invasione della legione straniera innescata dai presidenti di club? Questa è la domanda. 

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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