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Sergio Mutolo

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Nell’ultimo mese l’attenzione si è concentrata, in Serie C, sui playoff allargati. Un  mini-torneo organizzato in coda alla stagione regolare che ha fatto storcere il naso a molti addetti ai lavori, noi compresi.

Resta il fatto che, in soldoni, la scelta del presidente Gravina (che ha manifestato l’idea di un imminente disimpegno) e della Lega di Firenze di far giocare altre 52 partite (oltre la finalissima di Pescara) si è dimostrata un vero successo in termini di presenze (“Serie C, il fascino discreto dei playoff”).

Un escamotage che è servito anche ad allontanare i fantasmi che aleggiano sulla terza serie nazionale e che, anno dopo anno, ne minano il futuro dalle fondamenta.

Un modo migliore di un altro per sfuggire ai cattivi pensieri che affollano ogni estate la mente dei tifosi di molte piazze in bilico, drammaticamente pronti alla crudele mattanza estiva che li attende ormai da tempo immemorabile.

Vale la pena di ricordare che le scadenze incombono e che gli impegni economici da onorare sono molti e molto onerosi per le casse vuote di tante società in crisi.

Nell’immaginario collettivo del popolo che segue la C, i mesi di giugno e luglio coincidono con il doloroso bagno di sangue che porterà a inevitabili cancellazioni. Le società in bilico, tra crisi economiche senza sbocco e disimpegno del presidente di turno, sono ormai una decina.

Si riempiranno i buchi con ignobili ripescaggi a go-go, organizzati in modo seriale per garantire il mantenimento di un organico a 60 ormai insostenibile e indifendibile a questi livelli.

L’inizio dell’estate, con la regolarità svizzera che dovrebbe connotare il rispetto degli impegni societari verso la Lega di Firenze, marca il presente e compromette il futuro di una Serie C non più in grado di tenersi a galla se continuerà a portarsi dietro la zavorra di un format così strabordante. Le chiacchiere, sul punto, stanno oggettivamente a zero.

Scadono il 15 giugno i termini per depositare tutta la complessa documentazione relativa agli impianti per le gare interne, che dovranno essere conformi ai criteri infrastrutturali sanciti dalla Figc. Si dovrà depositare, entro il 26 giugno, la documentazione relativa agli avvenuti pagamenti degli stipendi dovuti ai vari dipendenti fino al mese di maggio compreso, Entro e non oltre il 30 giugno le società dovranno provvedere ai pagamenti necessari per l’ammissione al campionato 2018-19 (60 mila euro per l’iscrizione e 350 mila euro per la fideiussione). 

Come si può facilmente intuire, il tempo stringe. E allora venghino, signori, venghino. La lotteria estiva delle iscrizioni in terza serie nazionale è al nastro di partenza. Lo psicodramma estivo sta per avere inizio.

Sergio Mutolo –  www.calciopress.net

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