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La Covisoc (Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche) e la Commissione Infrastrutture si sono espresse il 12 luglio in merito alle domande di iscrizione al campionato di Serie C, presentate in massa dai 59 club che ne avevano diritto.

Il numero è di fatto sceso a 58 per la rinuncia del Mestre. Sarà certamente più basso a seguito delle esclusioni che verranno sancite il 20 luglio dalla Figc.

Le bocciature dei due organi di vigilanza hanno riguardato in totale undici club, con vari livelli di gravità. Alcune società, come la Fidelis Andria e la Lucchese, vengono già considerate con un piede fuori dalla terza serie dalla maggior parte degli addetti ai lavori.

Altre potrebbero seguire il destino del club pugliese e di quello toscano, ma non è detto, ma le società temporaneamente escluse hanno la possibilità di presentare ricorso entro le ore 19 di lunedì 16 luglio. La linea di condotta seguita negli ultimi anni è stata in serie C, storicamente,  quella di buttare dentro al campionato il maggior numero possibile degli aventi diritto.

Il fatto è che, a prescindere dal numero delle esclusioni che sarà tamponato con i deleteri ripescaggi, molti club inizieranno il campionato con punti di penalizzazione comminati a diverso titolo e in situazione economica molto precaria.

Le classifiche dei raggruppamenti nei quali questi club saranno inseriti risulteranno dunque molto squilibrate già in partenza. Un torneo, quello di Serie C, che mette sempre la stessa angoscia e che appare falsato prima ancora di cominciare. Con buona pace per la lealtà sportiva e il rispetto delle regole.

In questo contesto, quale sorte toccherà ai singoli club? Una questione non proprio di lana caprina considerato l’handicap con cui partiranno molte società, magari accorpate in uno stesso girone.

Dove sono andati a finire il principio di pari opportunità e quello di lealtà sportiva?

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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