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La locuzione latina “errare humanum est, perseverare autem diabolicum” (commettere errori è umano, ma perseverare nell’errore è diabolico) è attribuita a Seneca, anche se ricavata dai Sermones (164, 14) di Sant’Agostino d’Ippona.

È di tutta evidenza che, nelle stanze dei bottoni, nessuno ha mai letto né l’uno né l’altro.

Il caos che la serie B sta vivendo nella stagione 2018-19 ricalca quasi pedissequamente quanto accadde nell’estate del 2004 (vale a dire ben 15 anni fa…), quando la cadetteriae partì con 24 squadre dopo la cancellazione delle prime due giornate di campionato.

Chi vuole potrà andare a leggersi nei dettagli la materia del contendere innescata dal presidente del Catania, il vulcanico Luciano Gaucci. Una telenovela indecente e deprimente.

Fatto sta che la soluzione, fuori da ogni regola scritta e da ogni ragionevolezza, si risolse in un pasticciaccio brutto che cercò di accontentare tutti. Furono inseriti in sopra organico Catania, Salernitana e Genoa.

Venne consentito anche il clamoroso ripescaggio della Fiorentina al posto del Cosenza, per non meglio precisati “meriti sportivi”. Nel breve volgere di una stagione il club viola si ritrovò paracadutato dalla C2 alla B, senza passare per l’inferno della terza serie.

La storia si ripete oggi in tutta la sua drammaticità e incocludenza. Il passato non insegna niente a un sistema pallonaro italiano ormai scoppiato. Si replicano gli stessi errori, senza provare neppure a cercare soluzioni compatibili.

In quindici anni nessuno ha tentato lo straccio di una riforma. Si ricade sempre negli stessi identici errori. Per la serie, dilettanti allo sbaraglio. Alla faccia del calcio professionistico e dei tifosi vilipesi.

Sergio Mutolo – calciopress.net

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