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Mancano meno di due settimane all’alba. Il campionato di serie C dovrebbe partire il 16 settembre, ma il condizionale è d’obbligo. Tutto è rimandato alla decisione del Collegio di Garanzia del CONI presieduto dall’ex ministro Frattini.

La sentenza, attesa per venerdì 7 settembre, dovrebbe sciogliere il garbuglio in cui sono rimaste invischiate la B e la terza serie nazionale. I nodi da risolvere sono fondamentalmente due, entrambi di non poco conto.

Il format della cadetteria sarà riportato da 19 a 22? La scelta del presidente Balata di partire con un organico ridotto ha di fatto bloccato il ripescaggio di tre società dalla C, condizionando la composizione dei gironi. Le indiscrezioni della vigilia fanno ritenere possibile una marcia indietro, che sbugiarderebbe la Lega B e il commissario Figc Fabbricini.

Se così accadrà, saranno contestualmente indicate dal Collegio le tre squadre ripescate dalla C nella B? Il discorso si fa molto complesso sul punto, in quanto non esiste una graduatoria ufficiale dei ripescaggi.

Se è dunque vero che Catania, Novara e Siena sarebbero al momento le principali indiziate al cambio di categoria, è altrettanto vero che pende un ricorso da parte di Pro Vercelli Ternana che contestano la possibilità di partecipare al ripescaggio del club etneo e di quello piemontese.

La Serie C rischia dunque sabato 8 settembre di trovarsi a formare i gironi e i calendari senza avere certezze su quali dei cinque club in ballo per il ripescaggio saliranno in B. Il presidente Gravina deciderà di procedere comunque oppure sceglierà l’ardua strada di un ulteriore rinvio?

Siamo alla follia pura. C’è tanta voglia di calcio in giro ma non c’è chi, nelle stanze dei bottoni, sia in grado di risolvere i problemi. Pesa la lentezza con vengono affrontate criticità eludibili e risolvibili per tempo.  I tifosi, canne al vento in balia di questa insana deriva, non ne possono più. Anche i bollori più ardenti sarebbero spenti da questa generazione di fenomeni.

Sergio Mutolo –  www.calciopress.net

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