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Il campionato di serie C guidato da Gabriele Gravina ancora non riesce a decollare. Allo stop delle squadre che hanno innescato una serie di ricorsi per essere ripescate in Serie B si è aggiunta anche la Viterbese, ferma ai box perché il presidente Piero Camilli chiede di essere ammesso nel girone A anzichè nel girone C dove è stato inserito il club gialloblù.

Le partite della prima giornata del torneo di terza serie si stanno giocando a ranghi ridotti e in ordine sparso, perchè tutto è rimandato per l’ennesima volta alla decisione del Collegio di Garanzia del CONI presieduto dall’ex ministro Frattini.

La sentenza, attesa per venerdì 21 settembre, dovrebbe sciogliere i nodi legati al format della serie B e della terza serie nazionale. Resta da capire se si riuscirà a trovare finalmente il bandolo della matassa.

L’organico della cadetteria sarà riportato da 19 a 22? Se così venisse deliberato, saranno contestualmente indicate dal Collegio le tre squadre ripescate dalla C nella B? Verranno modificati i gironi, come chiede la Viterbese? Oppure tutto resterà nel limbo e la paranoia dei format continuerà a incartarsi su se stessa, con esiti imprevedibili?

Siamo alla follia pura. C’è tanta voglia di calcio in giro ma non c’è chi, ai piani alti, sia minimamente in grado di risolvere problemi incancreniti. Pesa la lentezza da bradipi con cui vengono affrontate criticità eludibili, che si sarebbero dovute risolvere per tempo.

Nulla di nuovo sopra il cielo della serie C. I tifosi, canne al vento in balia di un’insana e drammatica deriva, sono ormai allo stremo. La generazione di fenomeni che occupa le stanze dei bottoni sarebbe in grado di spegnere ardori ben più bollenti. Fino a quanto potrà resistere, affidato a queste mani, il kafkiano mondo pallonaro italiano?

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