Connect with us
Sergio Mutolo

Pubblicato

il

C’è stato un tempo non lontano in cui la reputazione era la stella polare degli umani. Soprattutto quando si ricoprivano cariche pubbliche e/o istituzionali a rischio di sovraesposizione mediatica.

La considerazione da parte di utenti e collaboratori era un tratto fondamentale in ambito professionale e aziendale. Per preservarla si optava per uno stile di vita sobrio, con tutte le rinunce conseguenti. La stima era un valore posto al di sopra ogni altra cosa.

Solo così si era veramente liberi di mettere la faccia nelle cose e nelle scelte, sempre e comunque, senza il terrore di essere messi alla gogna da attacchi più o meno trasversali che potevano mandare in frantumi una carriera o un’azienda.

Nel terzo millennio tutto è cambiato, sotto questo profilo. La reputazione è ormai un optional, del quale si può fare tranquillamente a meno. Uomini pubblici, professionisti e dirigenti aziendali si sentono sempre al centro di un complotto quando finiscono nel tritacarne di inchieste o di critiche che hanno spesso a che fare con una reputazione opaca e per niente conforme al ruolo che che ci si è ritagliati nella società.

A chi interessa più un simile stato dell’animo in un contesto in cui la stella polare è l’accumulo di cariche che danno visibilità, danaro e potere? Questo accade nella vita e accade nel calcio, sport che ne rappresenta l’indubbia metafora come sostiene Sartre.

Cosa aspettarsi dunque da quanti, ricoprendo cariche istituzionali fondamentali per il corretto funzionamento del sistema, se ne fregano altamente della reputazione puntando all’obiettivo di collezionare incarichi e poltrone?

C’è stato un tempo non lontano in cui il calcio italiano e i suoi dirigenti avevano una reputazione da difendere. Oggi non resta altro che uno sfascio crescente nel quale sono costretti a muoversi i tifosi, vera architrave di un sistema che li ha messi al bando in nome del business.

I tifosi, che rappresentano il lato etico del calcio, assistono annichiliti e disincantati alla marcia inarrestabile del mondo pallonaro verso uno sprofondo che inghiottirà le loro squadre del cuore.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

Annuncio pubblicitario

OPINIONI

Editoriali2 giorni fa

Serie A Femminile, i settori giovanili come plusvalore

La transizione della Serie A Calcio Femminile dallo status dilettantistico a quello professionistico, che si concretizzerà al termine della prossima...

Editoriali1 settimana fa

Serie A Calcio Femminile, nuovi orizzonti per nuove prospettive

La prima partita del campionato di Serie A Femminile, stagione 2020-21, si è giocata il lontano 22 agosto 2020. La...

Editoriali1 settimana fa

Serie A Femminile, tutto il bello della domenica

Il calcio era entrato in crisi molto prima della pandemia. Veniva fatto correre a rotta di collo lasciando pochissimo spazio...

Editoriali2 settimane fa

Serie A Femminile, a proposito di “mission” e nuovo corso

La transizione verso il professionismo della Serie A Femminile – fortemente voluta dal presidente della Figc Gabriele Gravina e sostenuta...

Editoriali2 settimane fa

Serie A Femminile, ad aprile si è giocato solo una volta!

Calciopress, con due successive riflessioni, ha sottolineato l’incredibile durata del campionato di Serie A Femminile stagione 2020-21 >>> LEGGI: “Serie...

Editoriali2 settimane fa

La Serie A Femminile e l’ossigeno della “meglio gioventù”

Il passaggio al professionismo della Serie A Femminile rende ineludibile il potenziamento dei settori giovanili>>>“Serie A Femminile  e ruolo dei...

Opinioni3 settimane fa

Alla Serie A Femminile serve un professionismo di sostanza

Nei mezzi di comunicazione di massa più influenti le notizie sono ridotte ai minimi termini. Stiamo parlando del campionato di...

Annuncio pubblicitario

Articoli del Mese

Copyright © Calciopress.net - Testata giornalistica reg. Trib. di Firenze atto 5591 del 04/07/2007 Direttore: Sergio Mutolo - Vicedirettore: Stefano Cordeschi - Direttore Editoriale: Berta Film