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Sergio Mutolo

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La crisi della Serie C sta assumendo contorni clamorosi. La terza serie nazionale orfana del presidente Gravina, trasferitosi all’acme del caos sulla poltrona della Figc lasciandosi dietro una lunga scia di questioni insolute e ormai in tutt’altre faccende affaccendato, è al momento in balia di se stessa?

Sul ponte di comando della Lega di Firenze c’è il vice presidente vicario Grimaldi, assistito dal presidente in pectore Ghirelli (candidato ufficiale alla successione di Gravina che deve però ancora ottenere l’approvazione dell’assemblea elettiva). Questa governance è in grado di gestire il caos epocale che sta travolgendo la C? In attesa di risposte ufficiali che si tramutino in azioni concrete a tutela della categoria, sia concesso esprimere qualche perplessità in merito.

Nel frattempo le lotte intestine  tra i vertici di un sistema pallonaro mai così avariato lievitano a dismisura, in una guerra totale di tutti contro tutti. È di poco fa la notizia che Gravina ha licenziato il Direttore Generale della Figc, Uva, che lo vuole querelare.

Le stanze dei bottoni si sono trasformate in una improbabile “cosa” che, con il calcio giocato, non c’incastra più nulla. E così si stanno frantumando le ultime resistenze dell’anello più debole della catena, vale a dire la terza serie nazionale, travolgendo nel disastro i cinque milioni di tifosi di una categoria dalla lunga e gloriosa storia.

Suscita meraviglia il fatto che i presidenti delle 59 società iscritte al campionato, già da due mesi tutte allo sbando a prescindere dalle imminenti modifiche dei gironi e/o dei calendari, non abbiano ancora preso posizione a fronte di una crisi di sistema che sta vanificando il lavoro di un’intera stagione.

Anzi no, ci prova il Pisa a fomentare una ribellione più che sacrosanta. Attraverso una lunga lettera pubblicata sul proprio sito ufficiale e firmata dal presidente del club nerazzurro Giuseppe Corrado, il club toscano si fa portavoce del disagio di una categoria che sta deflagrando nell’indifferenza dei mass media nazionali.

Si chiede alle istituzioni calcistiche “la sospensione del campionato di Serie C, girone A, fino alla definizione della posizione delle società Novara, Virtus Entella, Pro Vercelli e Siena”.

Nella lettera il presidente Corrado ripercorre con crudo realismo le tappe principali degli ultimi mesi, con tante squadre che non sanno ancora in quale campionato giocheranno e lancia una minaccia condivisibile affermando che  “in caso di mancata sospensione di tutte le gare la scrivente tutelerà i propri diritti nelle opportune sedi e valuterà di non scendere più in campo nelle partite programmate prima della determinazione finale dell’organico del campionato”.

Cosa aspettano gli altri presidente ad alzare la testa per far valere i propri sacrosanti diritti, prima di essere travolti dalla valanga? Questa è la domanda.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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