Connect with us

Pubblicato

il

La Viterbese, uscita con le ossa rotte dalla gara interna con il Rende, mercoledì 1 maggio (appena sette giorni prima della partita di ritorno per la finale di Coppa con il Monza), sarà costretta a scendere in campo a Catanzaro. A proposito del tour de force al quale è stata condannata da un calendario folle siamo ricorsi, non a caso, a un termine metaforico. Cavalcata selvaggia ci è parso una definizione calzante per inquadrare il case history della “banda Calabro”.

“Non si uccidono così anche i cavalli?” (They shoot horses, don’t they?) è un film drammatico del 1969, diretto da Sydney Pollack, interpretato da Jane Fonda e Gig Young (al quale fu assegnato il premio Oscar come migliore attore non protagonista). Stati Uniti. Profondo Sud. Anni Trenta. Piena depressione. Al centro una maratona di ballo che è metafora della vita. Un gruppo di disperati cerca di guadagnare qualche soldo partecipando a una gara che, sotto l’apparenza gioiosa, nella realtà si trasforma in un gioco al massacro.

Una sorta di paradigma della stagione alla quale è stata condannata la Viterbese, con i dovuti distinguo e le giuste distanze. L’opaca governance della Lega Pro di Firenze ha spinto la società a scelte, più o meno condivisibili, che si sono poi rivoltate come un boomerang contro la squadra e i suoi tifosi. Ha trasformato quella che doveva essere una cavalcata gioiosa in una massacrante corsa a perdifiato.

L’esito del campionato ne è uscito compromesso già in partenza. È lapalissiano che non si può stare fermi ai box per mesi, confidando sul fatto che tutto ciò avvenga senza conseguenze. Ne ha fatto le spese anche l’amalgama con i tifosi e con l’ambiente. Proiettati verso una stagione da urlo dalle straordinarie prestazioni nella Tim Cup, contro Ascoli e Sampdoria, a un certo punto hanno perso il filo. Un capitale, certo immateriale, fatto evaporare nel nulla. Una situazione paradossale, che rimanda alle storie del miglior Tafazzi.

La Coppa Italia, ultima spiaggia per riscattare una stagione nata male, è stata gestita in modo forse troppo ondivago. A dieci giorni dalla decisiva finale di ritorno al Rocchi, con il Monza, l’ambiente esce disintegrato dalle dichiarazioni della proprietà. Non giova, va detto, la carenza di comunicazione mediatica. Né il lasciarsi andare, con regolarità svizzera, alle trite minacce di mollare tutto.

Per concludere l’amara cronistoria di un’annata vissuta pericolosamente, ma che rischia di chiudersi anche peggio, al Rocchi sarà presente per consegnare la Coppa Italia il presidente della Lega Pro Antonio Ghirelli. Un segno del destino. Un cerchio che si chiude. Se la Coppa sarà alzata dal Monza, l’equivalente del colpo di pistola che si spara per finire il cavallo stramazzato a terra dopo averlo massacrato.

Annuncio pubblicitario

OPINIONI

Editoriali3 settimane fa

Serie A Femminile: fra sostenibilità economica e ‘sofferenza’ del calcio italiano

✅ La crisi post-pandemica sta falcidiando i bilanci dei club europei. In misura ancora più significativa di quelli italiani, i...

Editoriali3 settimane fa

La Serie A verso il professionismo e il modello del Napoli Femminile

La lettera aperta indirizzata il 2 settembre scorso alla ct della Nazionale, Milena Bertolini, dal presidente del Napoli Femminile Raffaele...

Editoriali1 mese fa

Serie A Femminile nel guado: professionismo e anima dilettantistica

La transizione verso lo status di tipo professionistico della Serie A Femminile è ormai un dato di fatto. La ristrettezza...

Editoriali2 mesi fa

Juventus Women, Braghin e una certa visione di futuro del calcio femminile italiano

Stefano Braghin ha percorso un cammino straordinario da quando è alla barra di comando del club bianconero. Il passaggio del...

Calciomercato2 mesi fa

Il talento di Sofia Cantore, una vera ‘predestinata’

Quando l’estate scorsa Sofia Cantore approdò alla Florentia, in prestito dalla Juventus Women grazie ai buoni uffici del direttore generale...

Opinioni2 mesi fa

Serie A Femminile: quando le gerarchie contano. Dopo tre giornate classifica spaccata in due

In un campionato con dodici squadre e appena 22 partite da giocare, tre giornate contano parecchio. La classifica è già...

Editoriali3 mesi fa

Serie A Femminile, a proposito di professionismo e di azionariato diffuso a Napoli

Non siamo nati ieri. Tutti sappiamo che il gioco del calcio non è solo un gioco, ma è anche un’azienda....

Annuncio pubblicitario

Articoli del Mese

Copyright © Calciopress.net - Testata giornalistica reg. Trib. di Firenze atto 5591 del 04/07/2007 Direttore: Sergio Mutolo - Vicedirettore: Stefano Cordeschi