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La stagione 2018-19 si chiude nel caos, esattamente come era iniziata. Da agosto a giugno niente è cambiato, se non in peggio. Il caso in cui sono stati lasciati precipitare due club storici come Salernitana e Venezia >>> leggi QUI è il paradigma della deriva in cui si muove un mondo pallonaro italiano che non potrebbe essere malato più di così. Costringere a giocare una partita di spareggio, fondamentale per il futuro di due importanti tifoserie, è un uppercut per quanti ancora si illudono sulle possibilità di recupero del sistema calcio.

Se la serie B di Balata ha cercato in qualche modo di cavarsela, con decisioni autarchiche spesso in contrasto con la Figc guidata da Gabriele Gravina, la serie C è finita in un buco nero. La terza serie nazionale del presidente Francesco Ghirelli è stata costretta a confrontarsi con una delle fasi più terribili della sua storia. La favola dei playoff in corso e delle folle che riempiono gli stadi non addolcisce certo la pillola.

I casi che hanno coinvolto la Virtus Entella e la Viterbese (per le quali il campionato è partito solo a novembre) gridano ancora vendetta. La radiazione in corsa del Matera e del Pro Piacenza è un’aberrazione sotto il profilo sportivo. Fa il paio con pesantissime penalizzazioni a go-go che hanno portato a uno stravolgimento continuo delle classifiche, vanificando la regolarità del girone A e del girone C. Il campionato di terza serie nazionale ne è risultato falsato fin dalle fondamenta.

Gli strascichi lasciati da una delle stagioni più folli e maledette del calcio italiano, attenuata dal gossip di una (mediocre) serie A che per il momento non sembra contaminata, saranno complicati da risolvere. Bisognerà usare il pugno di ferro da subito.

A partire dal 24 giugno, data limite per le iscrizioni al campionato di serie C, nulla potrà essere più tollerato né perdonato. Il tempo degli sconti si è ampiamente esaurito.

Sergio Mutolo 

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