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Il calcio è anche, se non soprattutto, un problema di narrazione. Ne siamo convinti. Da tempo. Calciopress per (molti) anni ha provato a narrare il calcio della Serie C, la terza serie nazionale maschile, da punti di vista che sfuggissero ai consueti stereotipi.

Quando abbiamo deciso di occuparci di calcio femminile abbiamo cercato a proseguire su questa strada. Con i limiti determinati dall’epidemia covid-19, che ha comportato una brusca frenata in questo come in tutti gli altri settori dello sport. Una situazione emergenziale, che ha fatto saltare tutti gli schemi e le prospettive anche del nostro magazine.

Tuttavia in almeno due occasioni abbiamo provato ad alimentare riflessioni sul modo più corretto di narrare il calcio femminile:

 >>> Calcio femminile, tra narrazione mediatica e stereotipi;

>>> Calcio femminile, buone regole di narrazione mediatica.

Ci arriva ora in soccorso un’interessante lettera aperta, scritta da un dirigente della Florentia San Gimignano. L’ha pubblicata sul sito minutosettantotto, dove potrete leggerla integralmente. Contiene spunti tali da poterci impiantare una tavola rotonda ad alti livelli. La raccomandiamo caldamente a tutti gli appassionati e, in particolare, agli addetti ai lavori (pochi) della Serie A Femminile. 

Ci limitiamo a riportarne un breve stralcio, che da solo anticipa l’interesse dei contenuti e delle riflessioni/soluzioni che potrebbero scaturirne (Sergio Mutolo).

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“SE LE DONNE SONO ATLETE, INIZIAMO A RACCONTARLE COME ATLETE” (**)

La battaglia per il professionismo femminile passa dalla qualità della narrazione. Cosa accade nel nostro Paese?

Nonostante il buon lavoro di promozione attivato dalla FIGC negli ultimi anni, nei maggiori media troviamo pochissime tracce dei campionati femminili. Le due dirette a settimana di Sky e la possibilità di vedere tutte le gare sulla piattaforma TIM VISION hanno radicalmente migliorato la situazione, ma questa produzione non è adeguatamente sostenuta dal resto delle maggiori redazioni televisive, radio, della carta stampata.

E questo è un enorme problema, perché sono proprio i contenuti prodotti dai grandi centri mediatici a girare viralmente sui social network, a generare una lunga serie di contenuti collegati e quindi a diffondere capillarmente un argomento.

Mancando serie e puntuali cronache nei maggiori media, i contributi sul calcio femminile sono quindi affidati a piccoli siti internet o pagine sui social che spesso fanno un lavoro meritorio, ma volontario e quindi con oggettivi limiti, e a volte invece offrono delle proposte davvero discutibili, fortemente condizionate dalle agenzie di procuratori che si muovono attorno alle ragazze, dal tifo, da amicizie personali, da forte incompetenza.

Sono così assenti alcuni ingredienti che sono fondamentali per coinvolgere il pubblico: una puntuale e accattivante narrazione del campionato; degli approfondimenti sulle singole squadre; un sistematico spazio dedicato alla voce delle atlete. Ma la cosa che manca più clamorosamente sono le analisi tattico-tecniche. Non ci sono praticamente mai approfondimenti su come le allenatrici e gli allenatori preparano una certa partita, sulle soluzioni trovate in campo per risolvere alcune situazioni, sui gesti tecnici e le scelte che cambiano i match, sulle prestazioni atletiche sempre più di alto livello.

Lorenzo Giudici
Direttore Marketing & Comunicazione
Florentia San Gimignano 

(**) nella foto, uno scatto della partita Fiorentina-Florentia San Gimignano tratto dal Facebook del club neroverde.

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